
ALESSANDRIA. Quarant’anni, sette mesi e diciotto giorni. Tanto è trascorso dall’ultima volta in cui Alessandria e Asti si sono affrontate in una partita di campionato. Domenica 27 settembre il Moccagatta riaprirà una pagina rimasta ferma al 9 febbraio 1986, quando Grigi e Galletti si divisero la posta con uno 0-0 nel Girone A di Serie C2.
Una sfida piemontese tra due capoluoghi, separati da meno di cinquanta chilometri e uniti da una storia calcistica capace di rendere l’appuntamento qualcosa di più di una normale giornata di Serie D. Alessandria e Asti rappresentano due province differenti, ma la vicinanza geografica, la tradizione delle due piazze e un’attesa durata oltre quattro decenni consegnano alla partita un significato particolare.
Il calendario le ha già messe una di fronte all’altra il 23 agosto, nel turno preliminare della Coppa Italia di Serie D. L’Alessandria si impose per 2-1 grazie alle reti di Diop e Alfiero, con Bresciani capace di riaprire la partita nel finale su calcio di rigore.
Quel confronto ha interrotto una lunghissima attesa sul piano delle gare ufficiali. Quello di domenica, però, avrà inevitabilmente un peso differente: per la prima volta dopo oltre quarant’anni, Alessandria e Asti torneranno a contendersi punti per la classifica.
L’ultimo confronto di campionato nel 1986. Per ritrovare l’ultimo incrocio in campionato bisogna tornare alla stagione 1985-1986. L’andata, disputata ad Asti il 6 ottobre 1985, si concluse senza reti. Stesso risultato al ritorno, giocato il 9 febbraio 1986 al Moccagatta.
Era un altro calcio. La Serie C2 era un torneo professionistico popolato da piazze storiche e da società abituate a rappresentare intere città. L’Alessandria lottò fino alla conclusione di quella stagione per la promozione, mancandola soltanto nelle ultime giornate, mentre Grigi e Galletti terminarono entrambi gli scontri diretti senza riuscire a trovare la via della rete.
Da allora i percorsi delle due società si sono progressivamente separati. Sono cambiate le categorie, le proprietà, le denominazioni e intere generazioni di calciatori e sostenitori. Alessandria e Asti non hanno più condiviso lo stesso campionato fino alla nuova Serie D.
La partita di domenica ricuce quindi un filo spezzato nel secolo scorso. Una pagina storica che torna a essere scritta in un contesto differente, ma con due maglie che continuano a portare con sé tradizione, seguito e appartenenza.
L’Alessandria cerca la risposta dopo Millesimo. L’Alessandria arriva all’appuntamento dopo un fine settimana senza partite. La gara contro l’Imperia è stata rinviata al 30 settembre a causa della concomitanza al Moccagatta con l’impegno casalingo della Juventus Next Gen.
Uno stop forzato che ha fatto discutere e provocato la dura reazione del tifo organizzato, ma che ha anche concesso a Marco Sesia più tempo per lavorare dopo la pesante sconfitta per 4-1 subita sul campo del Millesimo.
Quella ligure è stata la prima vera battuta d’arresto della nuova Alessandria, arrivata dopo quattro vittorie consecutive tra Coppa Italia e campionato. Più del risultato, a preoccupare erano state le difficoltà difensive e la facilità con cui il Millesimo era riuscito a colpire una squadra apparsa irriconoscibile rispetto alla convincente prestazione offerta pochi giorni prima contro il Sestri Levante.
Contro l’Asti servirà una risposta. I Grigi hanno potuto recuperare energie, analizzare gli errori e preparare una settimana che potrebbe rappresentare un primo passaggio significativo della stagione. Domenica arriveranno i Galletti, mentre mercoledì sarà la volta dell’Imperia, ancora davanti al pubblico del Moccagatta.
Due partite in pochi giorni per misurare la capacità di reazione di un gruppo completamente rinnovato, costruito per essere protagonista ma ancora impegnato nell’assimilazione delle idee del proprio allenatore. L’Alessandria ha raccolto sei punti nelle prime tre giornate e deve ancora recuperare la partita contro l’Imperia: la classifica resta positiva, ma la prestazione di Millesimo richiede una risposta immediata.
L’Asti si presenta con sette punti. Dall’altra parte ci sarà un Asti che ha raccolto sette punti nelle prime quattro giornate e che ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà avversarie di primo livello.
Il successo in rimonta ottenuto al Ciccione contro l’Imperia è stato il risultato più significativo dell’avvio biancorosso. Una vittoria seguita dal 2-2 interno contro la Valenzana Mado, in una partita nella quale i Galletti hanno nuovamente mostrato qualità offensive e capacità di reagire alle difficoltà.
La squadra di Francesco Buglio arriverà quindi al Moccagatta con la consapevolezza di poter affrontare l’Alessandria senza complessi. La partita di Coppa Italia aveva già fornito indicazioni in questo senso: nonostante la sconfitta, l’Asti era rimasto in corsa fino alla fine, riaprendo il confronto e costringendo i Grigi a proteggere il vantaggio in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Camara.
Rispetto al 23 agosto, entrambe le formazioni hanno aggiunto settimane di lavoro, partite ufficiali e nuove certezze. Quello di Coppa rappresentava il primo esame della stagione; quello di campionato arriva invece in un momento nel quale risultati e classifica cominciano a offrire indicazioni più attendibili.
L’Asti può provare a confermare quanto di buono mostrato nelle prime giornate, mentre l’Alessandria ha bisogno di ritrovare immediatamente solidità, attenzione e continuità.
Una partita che vale più dei tre punti. Alessandria-Asti mette in palio punti importanti, ma porta con sé anche un significato simbolico. È la sfida tra due piazze che hanno conosciuto categorie differenti, attraversato momenti complicati e ritrovato oggi un punto d’incontro nel Girone A di Serie D.
Per l’Alessandria sarà l’occasione per voltare pagina dopo la disfatta di Millesimo e riprendere il cammino davanti al proprio pubblico. Per l’Asti rappresenterà un’altra verifica del percorso intrapreso e la possibilità di ottenere un risultato prestigioso su uno dei campi più importanti della categoria.
La vittoria ottenuta dai Grigi in Coppa Italia ha ridotto l’attesa tra due confronti ufficiali a soli 35 giorni. Il campionato, però, aspettava questa partita dal 1986.
Quarant’anni, sette mesi e diciotto giorni dopo, il Moccagatta ritrova Alessandria e Asti. Non una semplice partita della quinta giornata, ma una pagina di storia piemontese che torna finalmente a essere scritta.
