mercoledì, Settembre 23 2026

Juventus Women, Schatzer: “In Europa gli errori si pagano, serve più concretezza”

Federica Fossi
Federica Fossi·2 min di lettura
Foto Lavinia Quagliotti

TORINO. La stanchezza accumulata, gli errori negli ultimi metri e la necessità di ampliare le soluzioni offensive. Eva Schatzer analizza la sconfitta per 2-1 subita dalla Juventus Women contro il Benfica nella prima giornata della fase campionato di Women’s Champions League.

La centrocampista bianconera non cerca attenuanti, pur ricordando i 120 minuti giocati pochi giorni prima. Per competere a livello internazionale, secondo Schatzer, la Juventus dovrà diventare più concreta e imparare a interpretare diversamente i vari momenti delle partite.

“I 120 minuti di sabato non hanno aiutato”

“Giocare 120 minuti sabato non ci ha certamente aiutato. Dobbiamo però abituarci a questo genere di impegni, perché da qui fino a Natale avremo un calendario molto fitto”. Un dispendio di energie che si è fatto sentire soprattutto con il passare dei minuti, senza comunque impedire alle bianconere di rimanere dentro la partita e provare a riaprirla nel finale.

Per Schatzer, la Juventus ha costruito i presupposti per rendersi pericolosa, senza però trovare con sufficiente continuità la giocata decisiva. “Eravamo messe bene in campo, ma abbiamo sbagliato l’ultima scelta e l’ultimo passaggio. Dobbiamo diventare più concrete, perché a livello internazionale non puoi permetterti determinati errori: le avversarie possono punirti immediatamente, anche attraverso una ripartenza. A caldo è difficile analizzare tutto con precisione, ma avremo il tempo per rivedere ogni situazione e migliorare questi aspetti”.

“Dispiace vedere poca gente allo stadio”

La centrocampista ha espresso anche il proprio rammarico per la presenza di 3.144 spettatori sugli spalti dell’Allianz Stadium. “Sono dispiaciuta, anche se giocare in questo stadio rappresenta sempre un grande privilegio. La squadra maschile in questo momento è fuori casa, ma evidentemente alla gente piace maggiormente seguire loro. Noi mettiamo sempre il massimo dell’impegno e speriamo che, in occasione del prossimo appuntamento europeo, vengano più persone allo stadio per sostenerci”.

Tra gli aspetti sui quali lavorare c’è anche la gestione del possesso, non sempre trasformato in occasioni realmente pericolose. “Nel corso di una partita ci sono momenti differenti. A volte il nostro gioco funziona, mentre in altre situazioni è necessario essere più dirette. Dovremo imparare a distinguere meglio questi momenti, in modo da avere più soluzioni e trovare il giusto equilibrio. Sicuramente analizzeremo quanto accaduto. Siamo già a un buon punto, ma servirà ancora tempo per assimilare pienamente tutti i concetti e le indicazioni del mister”.

Piemonte Sport