
ALESSANDRIA. Il giorno dopo il 4-1 di Millesimo, in casa Alessandria è tempo di guardare oltre il risultato. Una sconfitta alla terza giornata non compromette un campionato, soprattutto dopo quattro vittorie consecutive tra Coppa e Serie D. Ma il modo in cui è arrivata impone alla squadra di Marco Sesia una riflessione.
Il successo sul Sestri Levante aveva mostrato un’Alessandria capace di giocare a terra, pressare alto e creare occasioni con continuità. Aveva lasciato, però, anche qualche interrogativo sulla facilità con cui i grigi concedono gol. Al “Viglino” quel problema è diventato evidente: il Millesimo ha segnato quattro volte e ha avuto altre occasioni per rendere il passivo ancora più pesante.
Otto reti subite in cinque partite ufficiali sono il dato da cui ripartire. La media è di 1,6 gol a gara; nello scorso campionato, concluso con il ritorno in Serie D, l’Alessandria ne aveva incassati 25 in 30 incontri, poco più di 0,8 a partita. Il confronto tra categorie diverse non può essere diretto, ma aiuta a capire quanto la squadra debba ancora trovare equilibrio.
Per ritrovare un’altra sconfitta per 4-1 dei grigi bisogna tornare al 2 febbraio 2025, nel campionato di Promozione disputato con la denominazione Forza e Coraggio Alessandria. Era la stagione successiva al fallimento, poi chiusa con la vittoria del torneo dopo l’arrivo di Merlo in panchina. Oggi il contesto è diverso e la Serie D alza inevitabilmente il livello delle difficoltà. Resta il peso di un passivo che l’Alessandria non registrava da tempo.
Le parole da cui ripartire. Sesia, a fine partita, ha evitato attenuanti: “Non conta come ti chiami, conta quello che fai sul campo. Il Millesimo ha meritato di vincere“. E ancora: “Gli avversari ci hanno surclassati e ridimensionati“.
È un’analisi severa, ma utile. Il Millesimo ha avuto il merito di colpire i punti deboli dei grigi e di giocare senza timore contro una squadra di grande blasone. All’Alessandria spetta ora trasformare questa sconfitta in lavoro concreto: conservare quanto di buono mostrato nelle prime quattro gare e trovare una solidità difensiva che, fin qui, è mancata.
