
È sempre difficile salutare. In qualsiasi circostanza della nostra vita, un saluto porta con sé quel profumo di malinconia, quel nodo che inevitabilmente si stringe alla gola. Accade anche quando le partenze sono motivate, desiderate, persino giuste, se così vogliamo definirle.
Chi di noi, nella vita, non ha dovuto salutare? Chi, uscendo dalla propria comfort zone e volando verso i propri sogni, non ha comunque sentito quel nodo alla gola nel lasciare indietro un pezzo di sé?
Eppure, non si può recriminare nulla alla scelta di Barbara Bonansea di lasciare la Juventus Women – almeno temporaneamente, considerando il rinnovo del contratto con la società bianconera fino al 30 giugno 2028 – per volare oltreoceano e iniziare una nuova avventura, in prestito fino al 30 giugno 2027, con il San Diego Wave.
La numero 11 ha scritto pagine importanti della storia del club bianconero. E non solo: ha scritto pagine della storia del calcio femminile italiano.
Poco importa, allora, quale sia la propria fede calcistica, per quale squadra si faccia il tifo o quale maglia si indossi idealmente ogni domenica sugli spalti. Quando una storia d’amore come quella tra Barbara e la Juventus arriva al momento dei saluti, anche se soltanto per un arrivederci, non possiamo che fermarci un istante. Guardare indietro, ricordare ciò che è stato e apprezzarne il valore.
E poi augurare il meglio a una calciatrice che, negli anni, ha dato tanto a questa maglia e a questo movimento. E che, dall’altra parte dell’oceano, continuerà a dare qualcosa a questo fantastico, meraviglioso sport che chiamiamo calcio.
