
ALESSANDRIA. Ancora Vincenzo Alfiero. Sempre Alfiero. Cambiano la maglia, il progetto e le aspettative, ma il suo rapporto con il Girone A di Serie D rimane sorprendentemente naturale. All’Alessandria gli è bastata la prima giornata per lasciare il segno: una giocata decisiva per sbloccare la partita e il gol che, alla fine, ha consegnato ai Grigi i primi tre punti della stagione.
Ricordare tutte le reti segnate dall’attaccante nella categoria avrebbe probabilmente poco senso. Il dato più interessante non è soltanto la quantità, ma il peso dei suoi gol e il lavoro svolto per la squadra. Alfiero non vive esclusivamente dentro l’area di rigore: sa proteggere il pallone, favorire gli inserimenti dei compagni e trasformare una giocata apparentemente semplice nel momento che cambia una partita. A Valenza lo ha dimostrato ancora una volta.
Prima l’assist, poi il gol. Al quarto d’ora del derby, Alfiero ha partecipato direttamente alla rete del vantaggio con un elegante assist di tacco per Giuseppe D’Iglio, bravo a completare l’azione con un potente sinistro dalla distanza.
Una giocata che racconta bene il suo modo di stare in campo. L’attaccante riceve, lega il gioco e crea lo spazio per l’inserimento di un compagno. Non il classico centravanti in attesa dell’ultimo pallone, ma un riferimento attorno al quale può svilupparsi l’intera manovra offensiva.
Nel recupero del primo tempo ha poi fatto ciò che gli riesce meglio. Diop ha lavorato il pallone sulla destra, Tiana ha trovato il cross e Alfiero si è fatto trovare nel punto giusto, scaraventando in rete il momentaneo 2-0.
Pacchioni ha riaperto immediatamente la partita, trasformando quel gol nel punto decisivo del derby. L’Alessandria ha difeso il 2-1 fino al triplice fischio e Alfiero ha così potuto festeggiare la prima rete in campionato con la maglia grigia.
Un impatto immediato. Il suo ingresso nel mondo Alessandria è stato dirompente fin dalle prime settimane. Alfiero ha dato risposte nelle amichevoli, ha contribuito al percorso in Coppa Italia e si è presentato al campionato con la personalità di chi conosce perfettamente la categoria.
Marco Sesia gli ha affidato il compito di guidare un reparto offensivo profondamente rinnovato. Accanto a lui sono cambiati interpreti e soluzioni, ma la centralità dell’attaccante è apparsa evidente fin dalle prime uscite.
La sua esperienza sarà fondamentale soprattutto nei momenti più complicati. L’Alessandria porta con sé il peso del proprio nome e l’ambizione di tornare nel professionismo, ma dovrà affrontare una Serie D nella quale ogni avversario troverà motivazioni supplementari contro i Grigi. Serviranno giocatori capaci di reggere la pressione e di decidere anche le partite più sporche. Alfiero appartiene esattamente a questa categoria.
Non soltanto un finalizzatore. Il gol di Valenza è importante anche perché mostra quanto il contributo dell’attaccante non possa essere misurato soltanto attraverso il tabellino. Alfiero ha partecipato a entrambe le reti dell’Alessandria, mettendo insieme qualità, presenza fisica e capacità di leggere gli spazi.
La squadra di Sesia è ancora in costruzione e dovrà migliorare nella gestione di alcuni momenti della partita. Avere davanti un giocatore capace di far salire il gruppo, lavorare i palloni meno puliti e trasformare le occasioni in reti può però accorciare sensibilmente il percorso di crescita.
Il primo gol non poteva arrivare in una giornata più simbolica: il ritorno dell’Alessandria nel campionato di Serie D dopo 6.699 giorni, un derby sentito e una grande presenza di pubblico sugli spalti.
Il primo mattone. Il campionato è appena cominciato e una singola vittoria non può ancora definire le reali ambizioni dei Grigi. Il successo di Valenza rappresenta però il primo mattone di un progetto costruito con l’obiettivo di riportare progressivamente l’Alessandria nel calcio professionistico.
Per riuscirci serviranno continuità, equilibrio e gol pesanti. Alfiero ha già dimostrato di sapere cosa significhi segnare in Serie D e, soprattutto, farlo quando serve davvero.
La prima giornata ha consegnato una conferma: l’Alessandria è cambiata profondamente, ma davanti ha già trovato il proprio punto di riferimento.
