
CASALE MONFERRATO. Lo aveva fatto l’Alessandria un anno fa, lo ha fatto adesso il Casale. Presentarsi alla prima giornata e vincere non basta per decidere un campionato, ma esistono successi che pesano più dei tre punti assegnati dalla classifica. Il 5-1 sul campo del Settimo appartiene esattamente a questa categoria.
È il primo squillo dei nerostellati ed è soprattutto un avviso rivolto al Girone A: il Casale è tornato in Eccellenza, ma non sembra intenzionato a viverla come una semplice stagione di assestamento.
La storia e la grandezza del club parlano da sole. La rosa allestita, insieme alla struttura tecnica e dirigenziale costruita dalla società, merita il rispetto di tutto il campionato. Ma il nome non garantisce risultati e a Casale lo sanno forse meglio che altrove. Per questo serviva una risposta immediata del campo.
È arrivata, forte e inequivocabile.
La prima risposta di Lunardon. Dopo la promozione, l’esordio rappresentava il primo vero banco di prova per capire di quale pasta fosse fatta la squadra di Lunardon. La Coppa Italia aveva già offerto indicazioni positive, ma il campionato possiede un peso differente: da qui in avanti ogni partita inciderà realmente sul cammino verso maggio.
Il Casale non si è limitato a vincere. Ha segnato cinque gol in trasferta, trasformando una gara potenzialmente complicata in una dimostrazione di forza.
Il Settimo poteva sembrare un avversario più accessibile rispetto al Cuneo affrontato e battuto dall’Alessandria nella prima giornata dello scorso campionato. Sarebbe però sbagliato sminuirne il valore: la formazione viola è una squadra rodata, organizzata e desiderosa di misurarsi con una delle società più prestigiose del calcio piemontese.
Proprio per questo le dimensioni del risultato acquistano ulteriore significato.
Il peso della maglia non basta. Quando una società come il Casale scende in campo, la storia può trasformarsi contemporaneamente in una spinta e in una pressione. Tutti vogliono battere la squadra più blasonata, ogni avversario trova motivazioni supplementari e ogni risultato viene osservato con un’attenzione diversa.
Per reggere questo peso servono giocatori capaci di accettare le responsabilità e una squadra consapevole che la superiorità immaginata durante l’estate deve essere dimostrata ogni domenica.
A Settimo, il Casale ha cominciato a farlo. Cinque reti non consegnano il campionato ai nerostellati e non cancellano le insidie di un Girone A ricco di squadre attrezzate. Dicono però che il lavoro svolto durante l’estate ha già prodotto una formazione competitiva, affamata e pronta ad assumersi il ruolo che molti le hanno assegnato.
La sfida è lanciata. Un anno fa l’Alessandria inaugurò la propria cavalcata superando il Cuneo. Quella vittoria si rivelò il primo passo di una stagione dominata e conclusa con la promozione in Serie D. Il Casale spera naturalmente di scrivere una storia simile, pur in un girone differente e con ostacoli ancora tutti da affrontare.
I parallelismi, a settembre, rimangono suggestioni. La strada è troppo lunga per proclamare già una favorita definitiva e il campionato avrà il tempo di cambiare più volte volto.
Il primo appello, però, è da registrare. Il Casale si è presentato segnando cinque gol e mostrando immediatamente la propria intenzione: non vuole essere soltanto una delle protagoniste. La sfida al calcio piemontese è stata lanciata. Adesso tocca alle rivali rispondere.
