sabato, Agosto 8 2026

Freedom FC, è ufficiale l’addio alla Serie B: duro attacco di Merlo al territorio

di Federica Fossi
8 Agosto 2026 6 min lettura
(Credit foto: Edward Pellegrino)

CUNEO – Ora è ufficiale: la Freedom FC non parteciperà al campionato di Serie B nella stagione 2026/2027. Ad annunciarlo è stato direttamente il presidente della società, Danilo Merlo, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare chiarezza sul futuro del club.

La società ha deciso di procedere con la cessione del titolo sportivo e di destinare il ricavato dell’operazione, al netto dei costi fiscali sostenuti, alla Fondazione Vialli e Mauro. La Freedom, tuttavia, non scomparirà: il progetto ripartirà dal settore giovanile, con la volontà di sviluppare una nuova Academy dedicata al calcio femminile.

Nel corso della conferenza stampa, Merlo ha illustrato le ragioni che hanno portato a una scelta tanto drastica attraverso un lungo intervento, nel quale non sono mancate parole molto dure. Il presidente ha puntato il dito contro alcune realtà del territorio cuneese, accusate di non aver sostenuto adeguatamente il progetto e, più in generale, di mostrare scarsa propensione a investire nello sport della provincia. Critiche sono state rivolte anche a chi, secondo Merlo, avrebbe ostacolato alcune delle trattative portate avanti negli ultimi mesi, sia all’esterno sia all’interno della stessa società.

Un intervento senza filtri, quello del presidente, che non ha nascosto la propria amarezza. Quella che nei mesi scorsi poteva apparire come un’ipotesi o un ultimatum è ormai diventata una decisione definitiva.

Le dichiarazioni del presidente Danilo Merlo

Di seguito le dichiarazioni del presidente della Freedom FC, Danilo Merlo, rilasciate nel corso della conferenza stampa e riprese dal video pubblicato dal portale Ideaweb TV.

“Abbiamo convocato questa conferenza stampa perché riteniamo sia arrivato il momento di parlare con chiarezza. La Freedom è nata nel 2021 con un progetto ambizioso: costruire una società solida e sostenibile, capace di diventare un punto di riferimento per il calcio femminile e per centinaia di ragazze e famiglie del nostro territorio.

In pochi anni abbiamo raggiunto traguardi importanti, dimostrando che con competenza, passione e investimenti seri si possono ottenere risultati di prestigio. Avevamo dichiarato di voler arrivare in Serie B nel giro di tre anni e ci siamo riusciti in due.

Successivamente abbiamo conquistato una salvezza che sembrava quasi impossibile. Ci era stato comunicato soltanto ad agosto che avremmo partecipato al campionato di Serie B e, in quelle condizioni, costruire una squadra competitiva e riuscire a salvarsi era estremamente complicato. Abbiamo poi disputato altre due stagioni, arrivando, nell’ultima, a conquistare il quinto posto, a un solo punto dal Bologna, una realtà con disponibilità economiche e un posizionamento nel panorama calcistico molto differenti dai nostri.

Oggi, però, ci troviamo davanti a una situazione che non possiamo più ignorare. Non abbiamo mai chiesto privilegi, né preteso corsie preferenziali. Ci aspettavamo, però, maggiore attenzione, più dialogo e un sostegno concreto, perché eravamo convinti – e continuiamo a esserlo – che una realtà come la nostra rappresentasse un patrimonio sportivo per la città e per l’intera provincia di Cuneo.

Così non è stato. Fatta eccezione per il Comune di Cuneo, che vogliamo ringraziare, ci siamo sentiti abbandonati dal territorio, a partire da alcune delle istituzioni più importanti che, pur avendo le possibilità economiche e finalità compatibili con progetti di questo tipo, hanno preferito investire in altri settori, forse ritenuti politicamente più strategici.

Del resto, non è la prima volta che in questa città una realtà sportiva si trova costretta ad abbandonare. Prima di me altri due imprenditori, sicuramente più capaci, ambiziosi ed economicamente più forti del sottoscritto, hanno vissuto una storia simile a quella che ci siamo trovati ad affrontare in questi anni. A questo punto la domanda che pongo a tutti è una: è possibile che Cuneo sia sempre così respingente nei confronti dello sport?

Dietro la Freedom FC non ci sono soltanto una prima squadra e un campionato. Ci sono bambine che iniziano a giocare a calcio, ragazze che inseguono un sogno, tecnici, volontari, famiglie e partner che ogni giorno investono tempo, risorse ed entusiasmo.

Lo sport crea educazione, inclusione, benessere e opportunità. Lo abbiamo ampiamente dimostrato anche attraverso cinque conferenze pubbliche aperte a tutti. Crediamo che lo sport sia uno strumento di crescita sociale e che, proprio per questo, meriti di essere sostenuto con i fatti, non soltanto con le parole o con le pacche sulle spalle. Ritengo sia doveroso, per determinate realtà, fare qualcosa di concreto per sostenere progetti con una forte valenza sociale.

Negli ultimi mesi abbiamo portato avanti diverse trattative per provare a immaginare un futuro differente per la Freedom FC. La nostra intenzione non era quella di cedere la società, ma di trovare una soluzione che permettesse di dare continuità a Cuneo a questa attività.

Tra queste c’è stata anche la trattativa con il Messina, resa pubblica attraverso la stampa proprio nella fase più delicata delle interlocuzioni. Questo ci ha creato dei problemi nel momento in cui stavamo discutendo con l’investitore e contemporaneamente dialogando con la FIGC per comprendere se esistesse la possibilità di ottenere una deroga in materia di cessione del titolo sportivo.

Inoltre, qualcuno ha approfittato di questa fase di stallo per contattare alcune nostre tesserate, che già nel mese di maggio avevano raggiunto accordi verbali con altre realtà. Accordi che ci sono poi stati confermati in questi giorni, anche grazie al rapporto di fiducia costruito con le ragazze nel corso degli anni.

Sarà semplice individuare chi abbia agito in questo modo, perché vedrete queste calciatrici giocare ancora in Serie B e, nella maggior parte dei casi, all’interno di una società in particolare.

Comprendiamo perfettamente la necessità di programmare il proprio futuro e di continuare a disputare un campionato come quello affrontato nella stagione appena conclusa. Esistono, però, questioni etiche e professionali che vanno oltre questo aspetto e, soprattutto, determinate operazioni dovrebbero essere portate avanti soltanto dopo l’apertura del mercato.

Riteniamo inoltre responsabili un paio di membri dello staff che facevano parte della cerchia ristretta all’interno della quale venivano prese le decisioni più importanti. Avevamo manifestato la volontà di prenderci del tempo per decidere il futuro della società e non avevamo mai comunicato l’intenzione definitiva di uscire dalla Serie B.

La decisione, però, ormai è stata presa ed è figlia di tutto ciò che ho elencato, ma non soltanto. Siamo delusi anche da un format che, a nostro avviso, non permette a realtà come la nostra, non supportate alle spalle da un club maschile professionistico, di provare concretamente a compiere il salto verso il professionismo. Allo stesso tempo, riteniamo che l’attuale sistema non riesca a creare quella competitività necessaria per favorire una crescita ulteriore del calcio femminile.

Con la cessione del titolo sportivo, che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, la proprietà si impegna a devolvere alla Fondazione Vialli e Mauro l’intero ricavato dell’operazione, al netto dei costi fiscali che dovremo sostenere.

È la dimostrazione che la Freedom FC non è mai nata con l’obiettivo di fare business, ma per qualcosa di molto più grande. Con gli stessi principi e continuando a credere fortemente nel calcio femminile, siamo pronti a ripartire dal settore giovanile attraverso un’Academy che svilupperemo già a partire da quest’anno, qualora rimangano invariate le attuali condizioni e la disponibilità dimostrata dal Comune di Cuneo nei nostri confronti”.

Piemonte Sport