
Il Girone B di Eccellenza riparte quasi dallo stesso punto in cui si era fermato. Cambiano alcuni nomi, scompare dal raggruppamento una grande favorita annunciata come il Casale, ma resta intatta l’ossatura di un campionato che si prepara a vivere una stagione probabilmente più aperta e meno condizionata dalla presenza di una squadra costruita per dominare.
Le principali novità sono rappresentate da Carmagnola, Gaviese e Spartak San Damiano. Non ci sarà invece il Casale, collocato nel Girone A: una scelta che spezza la continuità geografica con il basso Piemonte, ma che soprattutto evita la riproposizione quasi perfetta di quanto accaduto nella passata stagione con l’Alessandria.
Allora i grigi avevano inevitabilmente catalizzato attenzioni, pronostici e pressioni, costringendo tutte le altre a misurare le proprie ambizioni rispetto alla forza della grande favorita. Il nuovo Girone B non avrà una squadra con lo stesso peso storico e mediatico, ma eredita diverse formazioni che proprio contro l’Alessandria avevano provato a mantenere aperto il campionato.
L’assenza del Casale cambia gli equilibri. La collocazione del Casale nel Girone A toglie al raggruppamento una candidata naturale alla promozione e modifica inevitabilmente la griglia di partenza. Senza i nerostellati, il vertice appare meno definito e la responsabilità del pronostico ricade soprattutto su Albese, Cuneo e Fossano.
Non significa che il campionato sarà privo di gerarchie. Significa, piuttosto, che nessuna squadra potrà permettersi di sentirsi estranea alla lotta per il primo posto e, contemporaneamente, nessuna avrà la certezza di possedere un margine netto sulle concorrenti.
Il rischio di un nuovo duello tra una corazzata e la sua principale inseguitrice sembra quindi più contenuto. Sulla carta si parte da un gruppo di pretendenti più ampio, all’interno del quale potrebbero diventare determinanti continuità, profondità degli organici e capacità di attraversare i momenti complicati della stagione.
L’Albese gioca a carte scoperte. Tra le candidate alla vittoria, l’Albese è quella che ha scelto di nascondersi meno. La società ha manifestato apertamente l’intenzione di puntare alla Serie D e le operazioni effettuate sul mercato confermano la volontà di costruire una squadra capace di competere per il primo posto.
Giocare a carte scoperte comporta però una conseguenza inevitabile: l’Albese partirà con aspettative elevate e verrà affrontata da ogni avversaria come una delle formazioni da battere. La qualità dell’organico non sembra in discussione; la vera prova sarà trasformare le ambizioni estive in continuità, soprattutto nelle partite più sporche e meno adatte alle qualità tecniche della rosa.
In Eccellenza non sempre vince la squadra che esprime il calcio migliore. Spesso prevale quella che riesce a perdere meno punti nei campi difficili, a convivere con la pressione e a trovare soluzioni anche quando il piano iniziale non funziona. È su questo terreno che l’Albese dovrà dimostrare di essere pronta al salto.
Cuneo e Fossano non possono nascondersi. Accanto all’Albese ci sono Cuneo e Fossano. Per storia, tradizione, potenziale e composizione delle rispettive rose, entrambe non possono che iniziare la stagione con i favori del pronostico.
Il Cuneo porta inevitabilmente con sé il peso di una piazza che conosce categorie superiori e che difficilmente può accontentarsi di un campionato anonimo. Il nome non sarà sufficiente per vincere, ma contribuirà ad aumentare responsabilità e aspettative. Ogni passaggio a vuoto verrà osservato con maggiore attenzione e ogni avversaria affronterà la sfida con motivazioni particolari.
Discorso simile per il Fossano, realtà ormai riconoscibile per struttura, settore giovanile e abitudine a confrontarsi con campionati importanti. Anche in questo caso la rosa autorizza ambizioni elevate, ma il confine tra una stagione da protagonisti e un’altra vissuta all’inseguimento potrebbe essere determinato dai dettagli.
Albese, Cuneo e Fossano formano dunque la prima fascia del girone. Partono davanti, almeno all’inizio di agosto, ma non abbastanza da poter immaginare un campionato già indirizzato.
Centallo, l’occasione del definitivo salto di qualità. Subito alle spalle delle tre favorite si colloca il Centallo, probabilmente la squadra davanti alla stagione più importante del proprio percorso recente. La crescita degli ultimi anni ha consentito alla società di consolidarsi e acquisire credibilità, ma ora si presenta l’occasione per compiere il definitivo salto di qualità.
Il Centallo non può più essere considerato soltanto una formazione organizzata e difficile da affrontare. Ha maturato esperienza sufficiente per provare a trasformare la continuità in ambizione, avvicinandosi stabilmente alle posizioni che contano.
La pressione sarà inferiore rispetto a quella sopportata dalle tre principali candidate, ma le aspettative non saranno più quelle riservate a una possibile sorpresa. È forse proprio questa la sfida più interessante: capire se il Centallo saprà passare dal ruolo di outsider credibile a quello di autentica concorrente per il vertice.
Un girone a forte trazione cuneese. Non sorprende che la parte alta delle prime griglie estive abbia una marcata impronta cuneese. Albese, Cuneo, Fossano e Centallo rappresentano infatti le candidature più solide, mentre anche alle loro spalle non mancano società capaci di costruire campionati competitivi.
La vicinanza territoriale moltiplicherà i derby e renderà il girone particolarmente esigente. Le squadre si conoscono, gli spostamenti sono contenuti e molte partite rischiano di sfuggire alle normali gerarchie tecniche. Proprio nei confronti provinciali, spesso condizionati da rivalità, conoscenza reciproca e motivazioni ambientali, le favorite potrebbero lasciare i punti decisivi.
Questa componente renderà il campionato più equilibrato di quanto possa sembrare osservando soltanto il valore delle rose. Per vincere non basterà imporsi negli scontri diretti: sarà necessario attraversare senza troppi danni una lunga serie di partite nelle quali le distanze tecniche tenderanno naturalmente a ridursi.
Vanchiglia e Carmagnola possono sorprendere. Le altre formazioni potranno partire con pressioni inferiori e proprio per questo avranno la possibilità di inserirsi progressivamente nelle zone nobili. L’esempio più immediato è quello del Vanchiglia della scorsa stagione, capace di andare oltre le aspettative iniziali e di dimostrare quanto le gerarchie estive possano essere fragili.
I granata dovranno aprire un nuovo ciclo, ma restano una realtà alla quale prestare attenzione. Ripetere quanto costruito nell’ultima annata non sarà semplice, soprattutto dopo i cambiamenti affrontati, ma la capacità di lavorare lontano dai grandi proclami potrebbe consentire al Vanchiglia di trovare nuovamente spazio.
Tra le novità, il Carmagnola è probabilmente la squadra che incuriosisce maggiormente. La formazione torinese entra in un raggruppamento nel quale molte avversarie si conoscono profondamente e potrà sfruttare la propria diversità tecnica e territoriale. Non parte nella primissima fascia, ma dispone delle condizioni per diventare una presenza scomoda e incidere sugli equilibri del campionato.
Gaviese e Spartak San Damiano rappresentano invece due ulteriori variabili. Il loro primo obiettivo sarà misurarsi con una categoria e un girone molto competitivi, ma l’assenza di particolari obblighi di classifica potrebbe aiutarle a costruire il proprio percorso senza il peso riservato alle favorite.
Un campionato senza una padrona già designata. Il Girone B riparte quindi con poche novità nei nomi, ma con una differenza sostanziale negli equilibri. L’Alessandria appartiene ormai al passato e il Casale è stato spostato nel Girone A: non esiste una squadra destinata, per blasone e investimenti, a occupare da sola il centro della scena.
Albese, Cuneo e Fossano inizieranno davanti a tutte. Il Centallo proverà a completare il proprio processo di crescita, mentre il gruppo delle inseguitrici avrà il vantaggio di poter lavorare con minori pressioni. Vanchiglia e Carmagnola sembrano le candidate più interessanti per sovvertire le previsioni, ma il campionato potrebbe produrre altre sorprese.
La sensazione è che il nuovo Girone B sarà meno simile a una corsa dietro una grande favorita e più vicino a una lunga prova di resistenza. Non basterà partire bene e nemmeno vincere gli scontri diretti: servirà trovare continuità dentro un raggruppamento territorialmente compatto, ricco di derby e privo, almeno per ora, di una padrona riconosciuta.
