
ALESSANDRIA. Il risultato, in questo momento della stagione, conta fino a un certo punto. Quello che resta della prima uscita stagionale dell’Alessandria al Moccagatta è soprattutto l’impressione di una squadra che sta iniziando a prendere forma. Il 2-1 in favore della Juventus Next Gen racconta solo una parte della serata: l’altra è fatta di un pubblico presente nonostante il mese di agosto e le temperature elevate, di un gruppo ancora appesantito dai carichi di lavoro ma già disposto a proporre calcio, e del primo gol della nuova stagione, firmato da Saccà.
L’avversario era probabilmente il migliore possibile per capire a che punto fosse il lavoro. La Juventus Next Gen, abituata a ritmi elevati e a un calcio di possesso, ha costretto i Grigi a misurarsi subito con un livello importante. Eppure l’Alessandria non ha rinunciato alla propria idea, cercando di uscire palla a terra e di costruire anche nei momenti di maggiore pressione.
È proprio questo l’aspetto che ha soddisfatto maggiormente Marco Sesia, più interessato ai segnali offerti dalla squadra che al punteggio finale. “Qualcosa abbiamo fatto, considerato che abbiamo giocato contro una squadra forte che manteneva il possesso palla. Ripeto, qualcosa l’abbiamo fatta vedere e va bene così. I ragazzi arrivano da una settimana di lavoro importante, compreso prima della partita. Sono molto contento. Poi c’era tanta gente, campo bello e si è visto lo spirito giusto, con un impegno totale.”
Parole che raccontano bene la filosofia con cui è stata affrontata la serata. L’Alessandria è un cantiere aperto, ma con fondamenta già riconoscibili. Non è una squadra costruita per aspettare gli avversari, bensì per cercare di imporre il proprio calcio, anche quando di fronte c’è una formazione tecnicamente superiore e più avanti nella preparazione.
Tra gli aspetti interessanti emersi c’è anche il lavoro offensivo di Vincenzo Alfiero. L’attaccante, arrivato per essere uno dei riferimenti offensivi della squadra, è stato spesso visto abbassarsi tra le linee per dialogare con i centrocampisti e favorire lo sviluppo dell’azione. Un movimento che non è passato inosservato. “È un ragazzo intelligente, ha buoni tempi di gioco, anche se lui potenzialmente deve fare gol. L’importante è che la squadra abbia fatto i movimenti studiati in allenamento.”
Un concetto che sintetizza l’approccio di Sesia: i singoli contano, ma ancora di più conta il funzionamento del collettivo. I gol arriveranno, così come la brillantezza atletica, quando le gambe saranno più leggere. In questa fase è la ricerca dei meccanismi a rappresentare la priorità.
Il primo squillo stagionale porta la firma di Saccà, autore della rete che resterà negli archivi come la prima del nuovo corso grigio. Un episodio simbolico, più che decisivo, in una serata che aveva soprattutto il compito di iniziare a dare risposte.
Anche il colpo d’occhio del Moccagatta merita una riflessione. In pieno agosto, con molti tifosi ancora in vacanza e una semplice amichevole nel programma, la risposta del pubblico è stata significativa. Un segnale di entusiasmo che accompagna una squadra profondamente rinnovata e un progetto tecnico che, fin dalle prime settimane, sta cercando di costruire qualcosa di riconoscibile.
Le indicazioni definitive arriveranno più avanti, quando il campionato si avvicinerà e le gambe inizieranno a girare con maggiore fluidità. Per il momento, però, l’Alessandria può portarsi a casa qualcosa di più importante del risultato: la sensazione di aver già imboccato una strada precisa, fatta di organizzazione, coraggio e volontà di giocare, anche contro avversari di livello. In estate non basta vincere un’amichevole per alimentare sogni, ma nemmeno perdere deve cambiare le prospettive. Ciò che conta, oggi, è la direzione intrapresa. E quella, al Moccagatta, è sembrata già piuttosto chiara.
