
VINOVO – La Juventus Women si appresta a fare il suo esordio stagionale con il primo impegno ufficiale della nuova annata: domani, alle ore 21:00, le bianconere affronteranno la Torreense al Pozzo-La Marmora di Biella nella semifinale del Mini Tournament di UEFA Women’s Champions League.
Alla vigilia della sfida, la capitana Martina Rosucci è intervenuta in conferenza stampa, soffermandosi sul lavoro svolto dalla squadra in queste prime settimane, sull’impatto del nuovo allenatore Isaac Guerrero e sulle aspettative per l’inizio della stagione.
“Di fatto oggi inizia un nuovo ciclo e una nuova stagione. Tutti gli inizi portano con sé tantissima energia ed entusiasmo e le persone che sono arrivate hanno portato tutto questo senza alcun dubbio. Domani iniziamo un percorso con un obiettivo importante: siamo la Juventus e giochiamo per vincere, non vogliamo nasconderci. La Champions League è un nostro obiettivo e dovremo conquistarla passando attraverso questo percorso di qualificazione, che non è affatto semplice né scontato. Sarà il campo a dover dimostrare il nostro valore”.
Rosucci ha poi evidenziato il lavoro svolto da Isaac Guerrero dal suo arrivo sulla panchina bianconera.
“Il mister ha portato grande competenza ed entusiasmo. Ci ha insegnato a curare i dettagli e a valorizzare le nostre qualità, facendoci credere ancora di più nelle nostre potenzialità. Ci sta dando un’identità precisa: ogni esercitazione e ogni allenamento hanno uno scopo e, quando tutto ha un senso, si è naturalmente portati a dare qualcosa in più. Personalmente mi sento molto coinvolta e apprezzo particolarmente il ruolo difensivo all’interno di questa idea di gioco. Sono felice e, più in generale, sono molto soddisfatta del lavoro che stiamo svolgendo”.
La capitana ha poi parlato della crescita mostrata dal gruppo durante la preparazione estiva.
“Abbiamo avuto soltanto 27 giorni per lavorare, ma la sensazione è quella di essere cresciute molto rapidamente, assimilando tanti concetti in poco tempo. È stato svolto un lavoro intenso e di qualità. Credo che abbiamo già diversi punti di forza, mentre altri dobbiamo ancora scoprirli. È una sensazione davvero bella: sinceramente sono sorpresa anch’io dai progressi fatti in così poco tempo. Adesso è il momento di credere in quello che stiamo costruendo, perché arriveranno inevitabilmente dei momenti difficili, come accade all’inizio di ogni nuovo percorso. Quando succederà, dovremo avere ancora più fiducia nel lavoro che stiamo portando avanti”.
Uno sguardo, infine, all’avversaria di domani sera.
“La Torreense ha chiuso al terzo posto il campionato portoghese e conosciamo bene le caratteristiche delle squadre portoghesi: hanno fame, intensità e grande aggressività. Per loro sarà la prima partecipazione in Champions League e questo rappresenterà sicuramente una motivazione ulteriore. Inoltre, credo che qualsiasi squadra dia qualcosa in più quando affronta la Juventus, perché giocare contro la Juve è un privilegio, così come lo è indossarne la maglia. A prescindere dall’avversario, noi scenderemo sempre in campo per vincere”.
In chiusura, Rosucci ha riflettuto sull’identità della Juventus Women e sul valore dell’eredità trasmessa alle nuove generazioni di calciatrici.
“Che cosa è rimasto della Juventus del 2017? È rimasta la Juventus. Al di là di chi ne indossa la maglia, ciò che conta davvero è ciò che rappresenta questo club. Deve essere un mantra per tutte le persone che entrano qui dentro. Dal punto di vista pratico siamo rimaste io, Barbara e Cecilia, e portiamo con noi un’eredità, un senso di appartenenza e un’identità profonda. La storia di questa società è importante e il fatto che ci sia ancora qualcuno in grado di tramandarla, nonostante il cambiamento, è un aspetto molto bello. Credo sia altrettanto positivo accorgersi di continuare a crescere nonostante gli anni che passano. Questa stagione è iniziata con entusiasmo e con tante idee nuove. La conoscenza portata dal mister è l’aspetto che mi entusiasma di più, perché sento che sia io sia le mie compagne possiamo ancora migliorare molto. C’è grande stimolo, perché stiamo vivendo qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto negli anni passati”.
