
Lo avevamo immaginato già al termine della scorsa stagione. Oggi, osservando il mercato e i movimenti delle società, quella sensazione sta trovando conferme sempre più concrete. Il prossimo Girone A di Serie D ha tutte le caratteristiche per essere uno dei campionati più affascinanti e competitivi degli ultimi anni.
Gli organici devono ancora essere completati e manca ancora l’ufficialità definitiva degli assetti, anche in attesa di conoscere gli esiti dei ripescaggi. Eppure una cosa appare già evidente: mai come quest’anno tante società sembrano essersi presentate ai nastri di partenza con programmi importanti, investimenti significativi e panchine di assoluto livello.
Ci sono piazze storiche, società che hanno cambiato proprietà, club che hanno deciso di alzare apertamente l’asticella e altri che, pur senza proclami, stanno costruendo organici in grado di inserirsi nella corsa ai vertici.
Imperia, nessuno si nasconde. Se c’è una società che ha scelto di parlare apertamente di ambizioni, quella è l’Imperia. Il presidente Giuseppe D’Onofrio ha fissato un obiettivo preciso: riportare il club in Serie C entro due anni. Una dichiarazione che difficilmente passa inosservata e che trova riscontro anche nelle operazioni di mercato portate avanti fino a questo momento.
La società nerazzurra sta costruendo una squadra importante, affidando inoltre parte della preparazione estiva al ritiro di Arona, segnale di una programmazione che punta a non lasciare nulla al caso. Vincere il Girone A non sarà semplice, ma l’Imperia ha già fatto capire di voler recitare un ruolo da protagonista.
Alessandria, il peso della storia. Se l’Imperia rappresenta la squadra che ha dichiarato apertamente le proprie ambizioni, l’Alessandria è inevitabilmente quella su cui saranno puntati molti riflettori.
Il blasone del club, il ritorno in Serie D e l’arrivo di Marco Sesia hanno riportato entusiasmo in una piazza che punta a tornare rapidamente protagonista.
Il mercato grigio sta seguendo una linea molto precisa. Da una parte giocatori di esperienza come Fabio Benedetto, Giuseppe D’Iglio e Vincenzo Alfiero; dall’altra giovani già pronti per la categoria come Alessandro Ceccarelli, Patrick Lazzarini e le conferme di Andrea Vanegas, Marco Boveri, Papa Camara e Modou Diop. Più che una semplice campagna acquisti, quella dell’Alessandria sembra la costruzione di una squadra con un’identità tecnica ben definita.
Sanremese, la rivoluzione parte da Festa. Tra le società più osservate c’è inevitabilmente anche la Sanremese. La scelta di affidare la panchina a Gianluca Festa, reduce da esperienze importanti tra i professionisti con Cagliari e Como, rappresenta già un messaggio chiaro sulle ambizioni del club matuziano.
Ma il mercato potrebbe non essere finito. Le indiscrezioni continuano infatti a ruotare attorno a un nome di assoluto spessore come quello di Simone Ganz, operazione che, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe uno dei colpi più importanti dell’intera Serie D.
Bra, inizia una nuova era. Grande curiosità accompagna anche il Bra. Dopo la retrocessione dalla Serie C e il successivo riassetto societario, il club ha cambiato pelle, presentando una nuova governance con Eva Valenza presidente, Franco Niutta e Albert D’Alterio direttori generali e affidando la guida tecnica a Riccardo Boschetto.
Anche il mercato giallorosso è entrato nel vivo con un primo pacchetto di dieci acquisti, segnale della volontà di costruire rapidamente una squadra competitiva per affrontare il ritorno in Serie D.
Le outsider che possono cambiare gli equilibri. Ridurre il campionato a quattro squadre sarebbe però un errore. Il Ligorna, reduce dal secondo posto dello scorso campionato, riparte da una scelta intrigante come quella di Claudio Terzi, ex difensore di Bologna e Siena, chiamato a confermare l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni.
Occhi puntati anche sul Chisola, protagonista di una stagione dai due volti. Una prima parte praticamente perfetta aveva fatto pensare alla possibilità di inserirsi nella corsa al vertice, mentre il rendimento del girone di ritorno ha inevitabilmente ridimensionato le ambizioni. Il club torinese riparte comunque da basi solide e resta una delle realtà più accreditate del campionato.
E poi ci saranno le altre, a partire dal Varese in caso di conferma nel Girone A. Le neopromosse desiderose di stupire, le società che stanno lavorando sotto traccia e le possibili sorprese che, come ogni anno, il campionato è capace di regalare.
Un campionato tutto da scoprire. Naturalmente è ancora presto per parlare di favorite. Il mercato è aperto, molte rose devono essere completate e i ripescaggi potrebbero modificare ulteriormente il quadro delle partecipanti.
Una sensazione, però, è difficile da ignorare. La qualità delle panchine, il livello dei giocatori già annunciati e le ambizioni manifestate da diverse società lasciano immaginare un campionato nel quale ogni domenica potrà trasformarsi in uno scontro diretto.
Il Girone A della Serie D è tradizionalmente uno dei più difficili d’Italia. Quest’anno, almeno sulla carta, sembra avere tutte le caratteristiche per alzare ulteriormente l’asticella. E per gli appassionati, potrebbe essere una stagione da seguire fino all’ultima giornata.
