mercoledì, Maggio 20 2026

Alessandria, dalla scelta Sesia ai giovani: tutti i temi della conferenza di Barani

di Andrea Musacchio
20 Maggio 2026 5 min lettura

ALESSANDRIA. L’Alessandria riparte da Marco Sesia, da una nuova struttura societaria e soprattutto da una convinzione che Antonio Barani ha ribadito più volte nel corso della lunga conferenza stampa andata in scena questa mattina: “La Serie D è una categoria che di dilettanti ha ben poco”.

È stato il primo vero giorno della nuova stagione grigia. Una conferenza lunga, molto diretta, dove il presidente non si è nascosto praticamente su nulla: dalla scelta di separarsi da Alberto Merlo fino al futuro del settore giovanile, passando per mercato, Juventus, tifosi e strutture.

“Abbiamo iniziato a lavorare alla Serie D già dopo la partita contro la Juventina”, ha raccontato Barani. “Mi aspetto un campionato estremamente competitivo, estremamente esigente. È una Serie D professionistica e noi ci stiamo preparando per affrontarla come tale”.

Da lì è nato tutto. Anche la scelta del nuovo allenatore. Barani ha voluto chiarire subito un punto: “Io non ho esonerato Alberto Merlo l’ultima giornata di campionato”. Il presidente ha spiegato come il confronto con l’ormai ex tecnico fosse iniziato mesi prima, quando inizialmente si pensava a una Serie D costruita in continuità con la rosa dell’Eccellenza. Poi però gli obiettivi sarebbero cambiati.

“Gli obiettivi miei da presidente e quelli della squadra si sono alzati sempre di più e ho cominciato a fare considerazioni sul bagaglio tecnico del mister e sulla capacità di affrontare la complessità di una Serie D molto difficile”.

Da lì la decisione di cambiare strada. Barani ha raccontato anche i criteri con cui è stato scelto il nuovo allenatore: “Mi sono dato delle regole. Volevo un allenatore che venisse dalla Serie D e con un percorso vincente, che facesse solo l’allenatore di professione e che avesse giocato a calcio ad alti livelli”.

Il nome scelto è quello di Marco Sesia. “È secondo me la persona che per Alessandria, in virtù del suo track record e del suo trascorso da calciatore qui, può affrontare un’annata da vincente”.

Sesia, ancora impegnato nella Poule Scudetto con il Vado, non era presente in conferenza per rispetto nei confronti del club ligure, ma il suo staff è già definito: con lui arriveranno Francesco Camisola come vice e Mattia Roselli come preparatore atletico. Confermato invece Andrea Servili come preparatore dei portieri. Centrale anche il ruolo di Stefano Civeriati, che resterà responsabile dell’area tecnica e figura di collegamento tra società e campo.

Ma il nuovo corso grigio non si fermerà soltanto alla prima squadra. Tra gli annunci della mattinata c’è stato anche quello relativo a Giuseppe Picone, che lascia il calcio giocato per diventare club manager dell’Alessandria. “Metterà a disposizione del presidente il suo network, le sue competenze e le sue relazioni”, ha spiegato Barani.

Nuovo anche il segretario generale: sarà Emiliano Vaccari a sostituire Stefano Carlet. “Avevo bisogno di una figura capace di affrontare la burocrazia della Lega Nazionale Dilettanti e quella che porta una società a diventare professionistica”.

Poi il tema giovani, probabilmente il vero cuore del nuovo progetto Alessandria. Barani ha parlato a lungo della volontà di costruire una società che abbia un legame reale con il proprio vivaio e con il territorio. “I giovani sono una prerogativa da mantenere. Vogliamo creare un legame con il settore giovanile che venga anche dalla carta d’identità”.

Il rinnovo di Guglielmo Morganti è stato indicato come esempio perfetto della nuova linea tecnica: “Giovani affamati, legati alla maglia e che abbiano un legame con Alessandria”.

Interessante anche il passaggio sulla possibile Academy Juventus. Barani non ha smentito i rumors: “Stiamo valutando tutto. C’è anche lo scenario dove l’Alessandria si focalizzi sulla Juniores lasciando l’attività di base a un percorso congiunto con la Juventus”.

Ma il presidente ha spiegato come si tratti di una scelta delicatissima, non soltanto tecnica ma anche identitaria: “Bisogna capire quanti genitori vogliono vedere i figli con la maglia grigia e non con quella bianconera”.

Sul fronte strutture, invece, l’Alessandria ha trovato un accordo biennale con Cento Grigio. “Abbiamo risolto il problema con il privato”, ha spiegato Barani.

Molto netta anche la posizione sul Ferrari: “Abbiamo riconsegnato il campo al Comune perché non lo riteniamo all’altezza delle aspettative della società e delle famiglie”.

E poi il mercato. Barani lo ha definito senza mezzi termini “paraprofessionistico”. “I giocatori forti non li scopriamo noi, è un mercato in mano ai procuratori”.

La linea però è già stata tracciata: giovani, fame e identità. “Non vogliamo andare a prendere ragazzi dall’altra parte dell’Italia”. Diversi giocatori della stagione appena conclusa hanno già un contratto biennale, tra cui Modu Diop, Camarà, Nicco e Vanegas. E proprio su Diop Barani si è esposto chiaramente: “È stato l’elemento chiave della vittoria del campionato. Se vuole rimanere, per quello che ha fatto e per come si è comportato, ci sarà spazio anche in Serie D”.

Infine il rapporto con la città e con il pubblico. “Dobbiamo riavvicinare i bambini e le famiglie allo stadio”, ha detto Barani. “Quando avevo dieci anni ero l’unico che non giocava a calcio. Oggi mio figlio è l’unico della classe che ci gioca”.

L’Alessandria proverà così a riportare gente al “Moccagatta” con pacchetti famiglia e iniziative dedicate ai più giovani. Perché il nuovo corso grigio non vuole soltanto costruire una squadra competitiva. Vuole ricostruire un’identità.

Piemonte Sport