
TREVISO. Un pareggio che vale molto più di un semplice punto. Il Chisola torna da Treviso con un 1-1 pesante, importante, costruito con personalità e maturità contro una delle realtà più prestigiose del panorama giovanile italiano. Nella prima gara del triangolare Scudetto, i ragazzi di Miles Renzi dimostrano ancora una volta di poter stare a pieno titolo tra le migliori squadre nazionali della categoria, reagendo allo svantaggio e conquistando un risultato che tiene apertissime le speranze biancoblù.
Al cospetto di una società storica, reduce dalla vittoria del campionato di Serie D con la Prima Squadra, il Chisola non si è limitato a resistere. Ha giocato, sofferto, creato e risposto colpo su colpo, mostrando quella compattezza e quella identità che hanno accompagnato tutto il percorso stagionale.
L’avvio è prudente, inevitabilmente carico di tensione, ma i piemontesi entrano presto dentro la partita. Dopo appena cinque minuti Stefano Chessa prova subito a far male dal limite, sfiorando il vantaggio. Poco dopo arriva però il primo imprevisto della serata con l’uscita forzata di Mazzone per un problema alla spalla, episodio che rischia di complicare i piani del Chisola.
Il Treviso cresce con il passare dei minuti e al 26’ trova il vantaggio sugli sviluppi di una punizione: Bresolin approfitta di una situazione favorevole davanti alla porta e firma l’1-0.
La risposta biancoblù, però, è immediata.
Il Chisola non si disunisce, continua a giocare e appena un minuto dopo sfiora già il pareggio con Manduca, fermato soltanto da un grande intervento del portiere veneto. È il segnale di una squadra viva, che non vuole recitare il ruolo della comparsa.
E infatti, prima dell’intervallo, arriva anche l’episodio che avrebbe potuto cambiare la gara: Messina recupera palla altissima dopo una pressione feroce sul portiere avversario, conclude praticamente a porta vuota ma centra il palo, facendo disperare la panchina piemontese.
È però soltanto il preludio al gol.
Perché nella ripresa il Chisola entra in campo con ancora più convinzione e al 48’ trova il meritato pareggio. Schema perfetto da calcio piazzato: Stefano Chessa disegna il pallone giusto per Messina che, questa volta, non sbaglia e firma l’1-1 con una conclusione precisa che gela il pubblico di casa.
Da lì in avanti la partita cambia volto. I ritmi si abbassano, le squadre si studiano di più e gli spazi diventano sempre più ridotti. Il Chisola, però, dà la sensazione di avere pieno controllo emotivo della gara, gestendo il finale con ordine, maturità e grande attenzione difensiva.
Alla fine arriva così un pareggio che conferma ancora una volta il valore del percorso biancoblù. Non soltanto per il risultato, ma per il modo in cui è maturato.
Perché andare a Treviso, reagire allo svantaggio e uscire indenni da una gara di questo livello significa lanciare un messaggio chiaro anche alle altre pretendenti: il Chisola c’è.
E adesso lo sguardo va già alla prossima sfida del 6 giugno contro il Ciserano Bergamo, altro snodo decisivo di una corsa Scudetto che i piemontesi vogliono continuare a vivere da protagonisti.
