
SESTRI LEVANTE. Novanta minuti per indirizzare una stagione. Novanta minuti per continuare a credere nella Serie C. Novanta minuti che, dalle parti di Bra, valgono molto più di una semplice partita.
Questa sera, alle 18, i giallorossi scenderanno in campo al “Sivori” di Sestri Levante per l’andata del playout contro la Torres. Una sfida pesantissima, il primo capitolo di una doppia battaglia che deciderà chi resterà tra i professionisti e chi invece dovrà ripartire dalla Serie D.
Il Bra ci arriva da sfavorito sulla carta, ma con una convinzione costruita nelle ultime settimane. Perché la squadra di Fabio Nisticò, dopo aver visto svanire la salvezza diretta, ha avuto il merito di preparare questi playout con lucidità e anticipo, trasformando le ultime gare della regular season in un lungo avvicinamento alla partita più importante dell’anno.
“Saranno due partite tiratissime, ma siamo pronti”, aveva dichiarato il tecnico giallorosso dopo il 2-2 contro la Juventus Next Gen, risultato che aveva chiuso il campionato ma aperto ufficialmente il conto alla rovescia verso i playout.
E in effetti il Bra sembra arrivare a questa sfida con la testa giusta. Senza pressioni esterne, senza i riflettori puntati addosso, ma con quella leggerezza che spesso, nelle partite da dentro o fuori, può diventare un’arma.
Dall’altra parte ci sarà invece una Torres ferita. Una squadra costruita per vivere ben altre zone della classifica e che soltanto dodici giorni fa sembrava salva. Poi il clamoroso finale dell’ultima giornata, con la Sambenedettese capace di ribaltare tutto nel recupero contro la Vis Pesaro, ha trascinato i sardi nel baratro dei playout.
Uno shock emotivo che inevitabilmente pesa ancora sull’ambiente rossoblù. Perché la Torres, per organico e ambizioni, non avrebbe mai immaginato di trovarsi qui a maggio a giocarsi la categoria.
Sulla carta i sassaresi restano superiori. Hanno più esperienza, più profondità e anche il vantaggio regolamentare: in caso di perfetta parità dopo i 180 minuti sarà infatti la Torres a salvarsi grazie al miglior piazzamento in classifica. Un dettaglio che obbliga il Bra a giocare senza calcoli.
Anche perché i precedenti raccontano equilibrio totale: 1-1 sia all’andata sia al ritorno in regular season, sempre con il Bra capace di mettere in difficoltà i sardi grazie soprattutto a Ismet Sinani, autentica spina nel fianco della difesa rossoblù.
Il centravanti kosovaro sarà ancora uno degli uomini più attesi insieme a Baldini, La Marca e Lionetti, in una squadra che probabilmente ha trovato proprio nelle difficoltà la propria identità più vera.
E poi c’è l’aspetto mentale. Quello che spesso nei playout conta più della tecnica. La Torres arriva con il peso di dover evitare un fallimento sportivo, il Bra invece con la fame di chi vuole completare un’impresa che fino a poche settimane fa sembrava quasi impossibile.
Per questo motivo la sfida del “Sivori” promette tensione, nervi e dettagli destinati a fare la differenza. Perché nei playout non esistono partite normali. E il Bra lo sa benissimo.
Ora serve la partita perfetta. Poi, tra una settimana, al “Vanni Sanna”, si tireranno le somme.
