
VINOVO. Il campionato del Chisola è già entrato nella storia recente del club. E adesso, con i playoff ormai alle porte, Nicola Ascoli si ferma un momento per guardarsi indietro e dare il giusto peso a quanto costruito in questi mesi.
Domenica i vinovesi sfideranno il Ligorna in trasferta nella semifinale playoff del girone A di Serie D, ma al di là di quello che accadrà sul campo, la sensazione è che il Chisola abbia già vinto la propria sfida.
“Credo che questa sia stata un’annata straordinaria”, racconta il tecnico. “L’obiettivo iniziale era raggiungere la salvezza e far crescere i giocatori più giovani. Abbiamo costruito una squadra con ragazzi reduci da stagioni complicate e altri che non avevano mai esordito in categoria. Per questo penso che il lavoro svolto sia stato davvero importante”.
Una stagione che, col passare delle settimane, ha cambiato completamente prospettiva. Perché il Chisola non si è limitato a salvarsi: lo ha fatto con tre mesi d’anticipo, senza mai finire realmente coinvolto nella lotta playout e trasformandosi invece in una delle sorprese più belle dell’intero girone.
L’inizio di stagione, soprattutto, aveva attirato l’attenzione di tutta Italia. “Siamo rimasti imbattuti fino alla nona giornata e non abbiamo subito gol nelle prime sei partite”, ricorda Ascoli. “Dalla Serie A alla Serie D nessuna squadra era riuscita a mantenere la porta inviolata così a lungo. È stato motivo d’orgoglio per tutti”.
Non solo risultati. Il vero cuore del progetto Chisola resta però la valorizzazione dei giovani, marchio di fabbrica del club e pilastro del lavoro di Ascoli. I numeri raccontano una realtà impressionante: i torinesi sono stati la seconda squadra in tutta Italia, in Serie D, per utilizzo e valorizzazione dei giovani calciatori.
“Molti ragazzi sono cresciuti enormemente durante l’anno”, sottolinea il tecnico. “Questo per noi vale tantissimo”.
E c’è un dato che racconta perfettamente la filosofia del club: “Siamo stati gli unici in Italia a far giocare un classe 2009. Federico Brusa non ha giocato soltanto per la classifica giovani, ma anche quando quei punteggi non erano più determinanti. Questo dimostra quanto crediamo davvero nella crescita dei ragazzi”.
Non è un caso, infatti, che il Chisola sia spesso sceso in campo con due o tre giocatori classe 2008 contemporaneamente. Una scelta coraggiosa, ma coerente con l’identità della società.
Ora però arriva il momento più delicato. I playoff, conquistati strada facendo e diventati obiettivo concreto dopo una salvezza raggiunta con enorme anticipo.
“Vincere il campionato era troppo lontano rispetto alle aspettative iniziali”, ammette Ascoli. “Ma abbiamo centrato tutti gli altri obiettivi possibili. Adesso affrontiamo la seconda forza del campionato, sappiamo quanto sarà difficile, ma la prepareremo come abbiamo sempre fatto. Daremo il massimo”.
Infine, il tecnico ha voluto allargare i complimenti a tutto il mondo Chisola: “I risultati ottenuti dal settore giovanile, dall’U14 fino alla Juniores, dimostrano il grande percorso che questa società sta portando avanti”.
