
ALESSANDRIA. Ancora una volta il secondo turno playoff si trasforma nel punto finale del cammino della Juventus Next Gen. Dopo l’eliminazione dello scorso anno contro il Crotone, stavolta è la Pianese a interrompere la corsa bianconera, imponendosi 2-0 al Moccagatta e conquistando il pass per la fase nazionale.
Una serata amara per la squadra di Massimo Brambilla, che partiva con un vantaggio non banale: grazie al miglior piazzamento in classifica, infatti, sarebbero bastati anche un pareggio o una vittoria per continuare il percorso. E per lunghi tratti del primo tempo la sensazione era proprio quella di una Juventus in controllo, ordinata e capace di gestire i ritmi della partita.
La Next Gen aveva approcciato bene il match, cercando di comandare il gioco e costringendo la Pianese a difendersi bassa. Le occasioni più interessanti erano arrivate soprattutto dai piedi di Anghelé, tra i più vivaci davanti, mentre Filippis era stato chiamato agli straordinari su alcune conclusioni dal limite. Mancava però quella cattiveria necessaria per indirizzare davvero la sfida.
Poi, come spesso accade nei playoff, l’inerzia è cambiata improvvisamente. Nella ripresa la Pianese è rientrata in campo con un atteggiamento diverso, più aggressivo e più convinto. Prima la traversa colpita da Simeoni ha fatto tremare il Moccagatta, poi al 79’ è arrivata la rete che ha cambiato tutto: Bertini ha trovato un destro magnifico dal limite dell’area, imparabile per Mangiapoco.
La Juve ha accusato il colpo. Brambilla ha provato a cambiare volto alla squadra inserendo forze fresche e aumentando il peso offensivo, ma la lucidità è venuta meno proprio nel momento decisivo. L’occasione più grande è arrivata soltanto al 90’, quando Savio ha costretto Filippis a una parata straordinaria. Sarebbe stato l’1-1 che avrebbe qualificato i bianconeri. Invece, un minuto più tardi, la Pianese ha chiuso i conti in contropiede con Colombo, firmando il definitivo 2-0.
Al termine della gara, Brambilla non ha nascosto la delusione: “C’è amarezza, perché era una partita alla nostra portata. Siamo stati troppo lenti e poco lucidi. Dopo il loro vantaggio abbiamo avuto la palla per pareggiare, ma nel calcio se non fai gol vieni punito”.
Eppure, al di là della serata negativa, il tecnico ha voluto difendere il percorso della squadra: “Questa resta una stagione ottima sotto tutti i punti di vista. L’obiettivo principale era la crescita dei ragazzi e quella c’è stata. Abbiamo raggiunto traguardi importanti e questo finale non deve cancellare quanto di buono fatto”.
La sensazione è che, ancora una volta, la Juventus Next Gen esca dai playoff con più rimpianti che rimorsi. Perché il progetto continua a produrre talenti e identità, ma nei momenti decisivi è mancato quel passo in più per trasformare la crescita in qualcosa di ancora più grande.
