Una domenica perfetta per la formazione di mister Luca Pellegrini, capace di offrire una prestazione solida e autorevole contro un’avversaria esperta. A sbloccare la gara è stato Sammouni, al suo primo gol in maglia rossoblù, prima del sigillo finale di Doria, glaciale dal dischetto.
Ma il significato del pomeriggio va oltre il risultato.
Per la Valenzana questa permanenza rappresenta la conferma di un progetto costruito con pazienza, programmazione e identità. Non era scontato mantenere la categoria al primo anno dopo il ritorno in Serie D, in un girone competitivo e pieno di piazze importanti. Invece la squadra ha saputo reggere l’urto del salto di livello, superare momenti complessi e arrivare al traguardo con anticipo.
Contro la Lavagnese si è vista una squadra consapevole, intensa, ordinata. Il vantaggio di Sammouni ha premiato un approccio coraggioso e propositivo, mentre il raddoppio di Doria dagli undici metri ha chiuso i conti e acceso definitivamente la festa.
Al triplice fischio è esplosa la gioia del gruppo, della società e del pubblico rossoblù. Un risultato che il club ha celebrato anche con un messaggio chiaro: “Non ci muoviamo da qui”, slogan scelto per accompagnare il raggiungimento della salvezza aritmetica.
Nel comunicato diffuso dalla società viene sottolineato come, in una stagione complessa e ricca di insidie, siano stati decisivi il valore del gruppo, la solidità dirigenziale e il sostegno dei tifosi. Restare in Serie D, si legge, non è soltanto un risultato sportivo, ma la conferma di un percorso che guarda avanti con ambizione.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al direttore generale Fabrizio Scalzi, al direttore sportivo Luca Sacco, a mister Luca Pellegrini e a tutto lo staff tecnico, indicati come motore del lavoro svolto durante l’anno.
Ed è proprio questo il punto centrale della stagione rossoblù: la salvezza non nasce da un episodio, ma da un’idea di calcio e di società portata avanti con continuità.
Dopo ventiquattro anni per tornare, la Valenzana aveva un solo compito: restare. Lo ha fatto con due giornate d’anticipo. E con pieno merito.