
RIVAROLO CANAVESE. Ci sono attese che sembrano non finire mai. E poi, all’improvviso, diventano festa. La Rivarolese ritrova l’Eccellenza dopo nove anni e lo fa nel modo più netto possibile, trasformando una domenica di aprile in una data destinata a restare.
Alle 16.48, con il triplice fischio, la promozione diventa certezza. Ma la sensazione è che questa storia fosse già scritta da tempo.
Una partita che vale una stagione. Serviva una vittoria. Serviva chiudere i conti senza lasciare spazio a sorprese. E la Rivarolese lo ha fatto nel modo più diretto: prendendosi la partita fin dai primi minuti. L’avversario, il Rosta, era chiamato a giocarsi tutto per evitare l’ultimo posto. Ma la differenza di obiettivi e di qualità emerge subito.
Bastano undici minuti per indirizzare la gara. Cross preciso dalla fascia, Gabriele Parla si inserisce e di testa firma l’1-0. È il primo passo, quello che rompe l’equilibrio e libera la squadra.
Il secondo arriva poco dopo, prima della mezz’ora. Ancora Parla, ancora decisivo, approfitta di un’incertezza difensiva e raddoppia. Due colpi, uno dopo l’altro, che spengono la partita e accendono la promozione.
Controllo totale. Da quel momento, la Rivarolese gestisce. Tiene il campo, controlla il ritmo, non concede nulla. Il Rosta non riesce mai a rendersi davvero pericoloso, mentre gli ospiti sfiorano anche il terzo gol nella ripresa.
È una squadra consapevole, matura, che sa esattamente cosa fare e quando farlo.
E quando il tempo scorre verso il novantesimo, la tensione lascia spazio all’attesa. Poi arriva il fischio finale. E tutto si trasforma.
Il ritorno. Nove anni sono lunghi. Dentro ci stanno stagioni difficili, ricostruzioni, ripartenze. E soprattutto la voglia di tornare dove la Rivarolese sentiva di poter stare.
Dal 2009, sotto la gestione della proprietà Surace, il club aveva costruito basi solide, ma mancava quel passo in più: la promozione attraverso la vittoria del campionato. Questa volta è arrivata. Senza passaggi intermedi, senza scorciatoie.
