
BRA. Il caso emerso negli ultimi giorni attorno alla denuncia per una presunta violenza sessuale di gruppo risalente al 30 maggio 2025 continua a produrre effetti, dentro e fuori dal campo. Tra prese di posizione ufficiali, scelte tecniche e silenzi, il mondo del calcio dilettantistico e semiprofessionistico si trova a confrontarsi con una vicenda delicata, ancora nella fase delle indagini preliminari.
Al centro, tre ex tesserati del Bra, oggi in altre società. E proprio il club giallorosso, nelle ultime ore, ha scelto di intervenire con due comunicati per chiarire la propria posizione.
La posizione del Bra: “Estranei alla vicenda”. In un primo intervento diffuso il 10 aprile, l’A.C. Bra ha dichiarato di aver appreso “con assoluto stupore” le notizie emerse, sottolineando il rispetto del principio di presunzione di innocenza e la piena fiducia nel lavoro della magistratura.
La società ha quindi preso le distanze da eventuali comportamenti individuali, definendoli – qualora accertati – meritevoli della “più ferma condanna”, precisando allo stesso tempo la propria estraneità ai fatti e ribadendo la volontà di tutelare immagine, reputazione e onorabilità nelle sedi competenti.
Il giorno successivo, l’11 aprile, è arrivata una seconda precisazione, ancora più netta sul piano fattuale: il Bra ha infatti chiarito che nella serata del 30 maggio 2025 non è stato organizzato alcun evento ufficiale – festa, cena o celebrazione – riconducibile al club per la promozione in Serie C.
Un passaggio importante, che mira a delimitare con chiarezza il perimetro delle responsabilità e a separare la dimensione societaria da quella privata.
Le scelte dei club: linee diverse. Nel frattempo, la gestione dei giocatori coinvolti ha seguito percorsi differenti. Il caso più evidente è quello del Ligorna, che ha scelto di non fermare Alessio Rosa. L’attaccante è sceso regolarmente in campo contro il Chisola, giocando 82 minuti in una partita terminata 0-0. Una decisione maturata anche per esigenze tecniche, ma che si inserisce in una linea chiara: attendere gli sviluppi dell’inchiesta senza adottare provvedimenti immediati. In tribuna, però, non sono mancati commenti sulla vicenda da parte dei presenti, che hanno generato un’aria ancor più tesa attorno alla vicenda.
Diversa, invece, la posizione di altre società coinvolte indirettamente. Giulianova e Livorno, infatti, hanno deciso di non convocare gli altri due calciatori indagati, Fausto Perseu e Christ Jesus Maweteoptando, optando per una gestione più prudente, anche alla luce dell’impatto mediatico e delle condizioni psicologiche degli atleti.
Il comunicato del Ligorna. A rafforzare la propria posizione è stato anche il Ligorna, che in un comunicato ufficiale diramato prima della gara di domenica ha sottolineato di aver appreso delle notizie solo nelle ultime ore, precisando che i fatti contestati sarebbero antecedenti al tesseramento del giocatore.
Il club ha ribadito il rispetto per il lavoro della magistratura e per il principio di presunzione di innocenza, dichiarando di seguire con attenzione l’evolversi della vicenda e riservandosi eventuali valutazioni future. Allo stesso tempo, ha confermato la propria condanna verso ogni forma di violenza e l’impegno nella promozione dei valori sportivi.
Una vicenda ancora aperta. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Asti, è ancora nelle fasi preliminari. Non risultano, allo stato attuale, misure cautelari adottate nei confronti dei giocatori coinvolti.
