
VINOVO. Ottantadue minuti in campo, in una delle partite più delicate della stagione. La presenza di Alessio Rosa contro il Chisola, nella sfida terminata 0-0 a Vinovo, non è passata inosservata, soprattutto alla luce dell’inchiesta che lo vede tra gli indagati per una presunta violenza sessuale avvenuta lo scorso anno.
Il Ligorna ha scelto di non cambiare linea, confermando l’attaccante tra i titolari in una gara importante anche per gli equilibri della classifica. Una decisione maturata dopo giorni di riflessione, ma che si inserisce in un contesto tecnico ben preciso.
La scelta del Ligorna. L’impiego di Rosa arriva infatti in una situazione di emergenza offensiva, segnata dall’assenza forzata di Vuthaj. Una scelta, quindi, anche legata alle necessità di campo, oltre che alla posizione del club, che ha deciso di attendere gli sviluppi dell’inchiesta senza adottare provvedimenti immediati.
Una linea diversa rispetto a quella adottata da altre società coinvolte indirettamente nella vicenda. Sia il Giulianova che il Livorno, infatti, hanno deciso di non convocare gli altri due giocatori indagati, optando per una gestione più prudente anche sotto il profilo ambientale e psicologico.
Il contesto dell’inchiesta. La vicenda risale alla notte del 30 maggio scorso, al termine della festa per la promozione del Bra in Serie C. Una studentessa universitaria torinese ha presentato denuncia per una presunta violenza sessuale di gruppo, indicando tra i coinvolti anche Rosa, all’epoca in forza al club cuneese.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Asti, riguarda anche la presunta diffusione illecita di contenuti video legati a quella serata. Al momento, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e non risultano adottate misure cautelari nei confronti dei giocatori coinvolti.
Il comunicato del Ligorna. Il Ligorna, con un comunicato diffuso nella giornata di venerdì, ha preso posizione sulla vicenda chiarendo di aver appreso delle notizie relative ad Alessio Rosa solo nelle ultime ore e specificando come i fatti contestati sarebbero antecedenti al suo tesseramento in biancazzurro. Il club ha ribadito il pieno rispetto del lavoro della magistratura e del principio di presunzione di innocenza, sottolineando di seguire con attenzione l’evolversi dell’inchiesta e riservandosi eventuali valutazioni future. Allo stesso tempo, la società ha voluto rimarcare la propria ferma condanna verso ogni forma di violenza, confermando l’impegno nella promozione dei valori di rispetto, responsabilità e tutela della persona, dentro e fuori dal campo.
