
CAMPOBASSO. Un punto pesante, forse il più difficile da conquistare, ma che da solo non basta. Il Bra esce indenne dal “Molinari” di Campobasso, strappando uno 0-0 contro una delle squadre più in forma del campionato, ma la classifica si muove poco e la corsa salvezza resta tutta aperta.
Contro un avversario già sicuro dei playoff e deciso a consolidare il quarto posto, i giallorossi hanno saputo reggere l’urto, mostrando compattezza e spirito di sacrificio. Ma soprattutto hanno trovato in Davide Renzetti il vero protagonista della giornata.
Renzetti decisivo. Il portiere classe 2006 è stato il migliore in campo, con una serie di interventi che hanno tenuto in piedi il risultato. Nel primo tempo dice no a Padula e Gala, mentre nella ripresa si supera su Magnaghi, blindando la porta e permettendo al Bra di restare in partita fino alla fine.
Una prestazione di grande personalità, che conferma il valore e le prospettive di uno dei giovani più interessanti della rosa.
Una gara di resistenza. Il Campobasso ha fatto la partita, costruendo diverse occasioni e mantenendo il controllo del gioco, ma senza trovare il guizzo decisivo. Il Bra ha risposto con ordine, sacrificio e attenzione difensiva, limitando i danni e cercando di colpire in ripartenza.
Non sono mancate le difficoltà, ma la squadra di Fabio Nisticò ha dimostrato di saper soffrire, qualità fondamentale in questo momento della stagione.
Un punto che serve, ma non basta. Il pareggio rappresenta un risultato positivo, soprattutto considerando il valore dell’avversario e il contesto della gara. Ma la classifica resta corta e il margine di errore minimo.
Il Bra muove la propria posizione, ma non riesce ad accorciare in modo significativo sulle dirette concorrenti. Con due giornate ancora da giocare, ogni punto diventa decisivo.
Le ultime due finali. Dopo aver superato l’ostacolo più difficile, ora per il Bra si apre un finale ancora più delicato. Due partite per provare a conquistare la salvezza o, quantomeno, garantirsi l’accesso ai playout nelle migliori condizioni possibili.
La sensazione è che servirà qualcosa in più. Più cinismo, più concretezza, più coraggio.
Ma intanto, da Campobasso, arriva un segnale: il Bra è ancora vivo.
