(Adnkronos) –
I Cesaroni chiamano, i fan rispondono. Fin dalle prime ore di questa mattina, una lunga coda di persone ha abbracciato il Teatro Palladium di Roma – nel quartiere Garbatella, simbolo della serie cult – in attesa di incontrare il cast, a partire dall’attore e regista Claudio Amendola, che oggi presenta ‘I Cesaroni – Il ritorno’, in onda dal 13 aprile su Canale 5. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: famiglie, adolescenti cresciuti con la serie, curiosi e nostalgici si sono messi in coda per un posto in platea e per strappare un autografo o un selfie con protagonisti. Un entusiasmo che conferma quanto l’immaginario dei Cesaroni sia rimasto vivo, nonostante gli anni trascorsi dall’ultima stagione.
Mentre attendono l’arrivo dei loro beniamini, cantano a squarciagola la sigla in filodiffusione interpretata da uno dei volti storici della serie, Matteo Branciamore. “Siamo cresciute con ‘I Cesaroni’, rappresentano tutto per noi”, dicono all’Adnkronos le ventenni Marta ed Eleonora, in fila con l’emozione negli occhi. “Mi hanno aiutato a crescere, a relazionarmi con la vita. Grazie a loro sono uscita di casa, ero molto timida”, dice Barbara, 25 anni. “Ma restavo anche a casa per guardarli”, dice ridendo la fan. Ma c’è anche Alisia, 24 anni, che è “cresciuta con l’amore per Mimmo Cesaroni (interpretato da Federico Russo, ndr). E poi, Simone, 30 anni, arrivato da Torino con la sua chitarra con il sogno di cantare la sigla insieme a Branciamore: “Per me rappresentano l’adolescenza, sono famiglia. Grazie a loro mi sono avvicinato alla musica”.
“Nella serie, così come nella realtà, la bottiglieria dei Cesaroni diventa un ristorante: abbiamo anticipato la realtà. In futuro andremo a parlare con i nuovi proprietari, spero che non cambi nulla dal punto di vista della fruibilità della location. Se le cose dovessero cambiare, ricostruiremo il locale, per fortuna il cinema ha questa grande possibilità”. Spiega l’attore e regista Amendola a margine della presentazione, commentando la recente notizia del cambio di gestione dell’iconico Bar dei Cesaroni, nel quartiere Garbatella di Roma, set storico della celebre serie Rti-Publispei.
“Non voglio aprire polemiche su Roma. Qualunque cosa cambi, in meglio o in peggio, dipende sempre da chi ci sta dentro, quindi la responsabilità è sempre nostra. Perché è molto facile addossare le colpe di una città in un momento di difficoltà al Comune o alla politica. Cominciamo noi ad essere civili in questa città, a cercare di non sporcarla e di rispettarla. Vedrete che le cose cambiano”, commenta poi su come vede oggi la sua città.
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