(Adnkronos) – Riaperto lo Stretto di Hormuz dopo il ‘sì’ di Stati Uniti e Iran alla tregua di due settimane. Ma cosa cambierà per i voli a rischio per la crisi dei carburanti? Oggi il direttore generale dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata) Willie Walsh ha spiegato che ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei si normalizzino, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere aperto.
“Ci vorranno comunque mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente”, ha detto Walsh ai giornalisti. “Non credo che accadrà in poche settimane.”
Inevitabile, spiega Walsh, l’aumento dei prezzi dei biglietti. “Non credo che tutti abbiano compreso appieno quanto fosse concentrata la capacità produttiva in alcune parti del mondo”, ha aggiunto il direttore di Iata. L’esperienza passata dimostra che il settore dell’aviazione reagirà all’aumento dei prezzi del petrolio aumentando i prezzi dei biglietti, ha affermato. “È inevitabile”.
Sebbene parte del traffico aereo che avrebbe attraversato il Medio Oriente sia stato dirottato verso compagnie aeree al di fuori della regione, si tratta di “un problema temporaneo”, ha concluso Walsh. “Non c’è modo che possano sostituire la capacità fornita dalle compagnie del Golfo”, ha aggiunto. “Credo che gli hub del Golfo si riprenderanno, e molto rapidamente.”
A causa della crisi dei carburanti nei giorni scorsi sono iniziate le prime restrizioni. In 4 aeroporti italiani, negli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia, sono scattate le restrizioni di rifornimento, con eccezione per le ambulanze e voli di stato di durata superiore alle tre ore.
Molte compagnie aeree stanno acquistando il carburante in anticipo per proteggersi dalle fluttuazioni dei prezzi, meccanismo che dovrebbe mettere al riparo i passeggeri almeno per un po’. Ma Federconsumatori aveva avvertito: “Se la situazione attuale dovesse protrarsi oltre la fine di aprile, le conseguenze potrebbero abbattersi in maniera pesante in termini di cancellazione dei voli e di aumento dei biglietti”.
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