
ALESSANDRIA. Archiviata la notte di Coppa contro il Pietra Ligure, l’Alessandria torna a respirare aria di campionato. Al Moccagatta arriva la Pro Villafranca, avversaria tutt’altro che banale, forse la più “scomoda” in questo momento della stagione.
Non è una sfida come le altre. È già la quarta volta che le due squadre si trovano di fronte in questa annata. Un confronto che, nel tempo, ha assunto sfumature diverse: tecniche, tattiche e persino simboliche.
All’andata, in una partita giocata a porte chiuse e finita al centro di un dibattito acceso, fu pareggio. Una gara bloccata, sporca, capace di interrompere il cammino quasi perfetto dei grigi e di alimentare polemiche che andarono oltre il rettangolo verde. Da allora, molto è cambiato. Ma quel precedente resta.
In mezzo, anche il doppio confronto di Coppa Italia: quarti di finale, 2-1 per l’Alessandria al Moccagatta e 0-0 al ritorno. Segno di una squadra, quella astigiana, che sa come imbrigliare il gioco di Alberto Merlo, come sporcare le linee di passaggio e togliere ritmo alla manovra.
Un equilibrio che non è casuale
La Pro Villafranca non ha il peso mediatico dei grigi, ma ha dimostrato di avere organizzazione e disciplina. È una di quelle squadre che non ti concedono campo, che aspettano l’errore e che non si fanno intimidire dal contesto.
L’Alessandria, dal canto suo, arriva al match forte di un momento positivo e di una classifica che racconta solidità. Il successo in Coppa contro il Pietra Ligure ha confermato lo stato di forma del gruppo, ma ha anche dato indicazioni chiare: la stagione è lunga, le energie vanno gestite.
Contro il Pietra, Merlo ha fatto rifiatare alcuni dei suoi uomini chiave. Tra tutti Diop, tenuto inizialmente fuori e pronto a rientrare nei meccanismi del campionato. Un segnale chiaro: la Coppa conta, ma il girone B resta la priorità quotidiana.
Turnover mirato, Solbiate sullo sfondo
La gestione delle forze sarà inevitabilmente un tema. Perché mercoledì, a Solbiate, si giocherà una partita che può valere il passaggio del turno nella fase nazionale di Coppa Italia. Un incrocio delicato, che richiederà lucidità e gambe fresche.
È probabile che Merlo tocchi ancora qualcosa nell’undici iniziale. Non rivoluzioni, ma aggiustamenti. L’Alessandria ha una rosa profonda e lo ha dimostrato: il ricambio non è un rischio, ma un’opzione.
La vera sfida sarà mentale. Evitare cali di tensione, non sottovalutare un avversario che già in tre occasioni ha dimostrato di poter mettere sabbia negli ingranaggi. Il campionato non concede pause e ogni turno è un piccolo esame di maturità.
Il Moccagatta come fattore
Se c’è un elemento che può fare la differenza, è il Moccagatta. L’ambiente grigio sta vivendo una stagione di entusiasmo ritrovato. Dopo mesi difficili, la sensazione è che si stia costruendo qualcosa di solido, dentro e fuori dal campo.
La Pro Villafranca lo sa. E sa anche che, per uscire con un risultato positivo, servirà una partita quasi perfetta.
Per l’Alessandria, invece, è l’ennesima prova di continuità. Dopo la Coppa, di nuovo il campionato. Poi ancora la Coppa. Un doppio binario che racconta ambizione e responsabilità.
I precedenti dicono equilibrio. La classifica dice Alessandria. Il campo, come sempre, dirà il resto.
