
TORINO. La Juventus Women esce dalla Champions League con l’amaro in bocca. All’Allianz Stadium le bianconere cadono 2-0 contro il Wolfsburg e salutano la competizione, al termine di una partita in cui avrebbero meritato ben altro epilogo.
Una sconfitta che brucia, perché maturata al termine di una gara giocata a viso aperto, con personalità e grande spinta offensiva. A fare la differenza sono stati il cinismo tedesco e una prestazione monumentale di Johannes tra i pali.
Un episodio spezza l’equilibrio
L’approccio della Juventus è positivo. Le bianconere provano a fare la partita, con Bonansea e Ana Capeta subito pericolose e un pressing alto che costringe il Wolfsburg a giocare con prudenza.
Ma al 17’ arriva l’episodio che cambia l’inerzia del match. Alla prima vera occasione, Endemann approfitta di una disattenzione difensiva e firma lo 0-1. Un colpo pesante per la squadra di Canzi, che si ritrova a inseguire nonostante un avvio incoraggiante.
La reazione c’è, ma manca precisione negli ultimi metri. Il Wolfsburg si compatta, difende con ordine e prova a ripartire negli spazi. La Juventus aumenta il pressing nel finale di primo tempo, ma senza riuscire a trovare il varco giusto.
Assedio bianconero, ma Johannes è insuperabile
Nella ripresa la Juventus entra in campo con ancora più determinazione. Le occasioni si moltiplicano: traversa di Ana Capeta in acrobazia, conclusione a giro di Stolen Godø fuori di poco, tentativo ravvicinato di Vangsgaard respinto da un intervento prodigioso di Johannes.
Il portiere tedesco è il grande protagonista della serata. Interventi decisivi su Krumbiegel, su Vangsgaard, su Girelli nel finale: ogni tentativo bianconero trova davanti un muro.
Canzi prova a cambiare volto alla squadra inserendo forze fresche e aumentando il peso offensivo. La Juventus attacca con continuità, spinge sulle corsie, riempie l’area. Il Wolfsburg soffre, ma resta in piedi.
Il colpo finale nel recupero
Nel finale la Juventus si riversa in avanti alla ricerca del gol che riaprirebbe il discorso qualificazione. Le occasioni non mancano, ma la concretezza sì.
Nel recupero, con la squadra tutta sbilanciata in avanti, arriva il 2-0 di Zicai che chiude definitivamente i conti. È il gol che spegne il sogno europeo e sancisce l’eliminazione delle bianconere.
Eliminazione amara, ma percorso di valore
Il risultato è severo per quanto visto in campo. La Juventus ha creato, ha attaccato, ha messo alle corde una delle squadre più solide d’Europa. Ma in Champions League i dettagli fanno la differenza.
Il Wolfsburg sfrutta al massimo le proprie occasioni e si affida a un portiere in stato di grazia. La Juventus paga qualche ingenuità e una serata poco fortunata sotto porta.
Resta la consapevolezza di aver giocato alla pari contro un avversario di altissimo livello. L’obiettivo quarti sfuma, ma il percorso europeo conferma la crescita di un gruppo che, nonostante l’eliminazione, ha dimostrato di poter competere su palcoscenici importanti.
La Champions finisce qui. Ma la Juventus Women esce a testa alta, con la sensazione che il divario con le grandi d’Europa sia sempre più sottile.
