
ALESSANDRIA. È una vigilia che profuma di ritorno alla normalità, quella che si respira ad Alessandria. Domani i grigi tornano in campo al Moccagatta per l’esordio nella fase nazionale della Coppa Italia, un appuntamento che riporta il club su un palcoscenico interregionale dopo un anno e mezzo di purgatorio nel calcio regionale.
L’avversario sarà il Pietra Ligure, sconfitto all’esordio del triangolare dalla Solbiatese per 1-2 e dunque già con un piede fuori dalla competizione. Ma guai a pensare a una gara semplice. Il valore della squadra savonese è stato sottolineato anche dagli stessi lombardi al termine della sfida della scorsa settimana: organizzazione, fisicità e qualità non mancano.
L’Alessandria arriva però nel momento migliore della stagione. Primo posto consolidato, +11 sul Cuneo Olmo, e soprattutto un 5-2 rifilato in casa del SD Savio Asti, formazione che non perdeva dal 9 novembre. Una vittoria che ha confermato la forza e la continuità della squadra di Alberto Merlo.
La sensazione è quella di un gruppo in pieno controllo, capace di gestire i momenti della stagione con maturità. Eppure, proprio per questo, servirà attenzione. La Coppa è una competizione diversa, dove gli episodi pesano e dove ogni dettaglio può cambiare l’inerzia.
Il fattore Moccagatta potrebbe rappresentare un’arma in più. Il pubblico grigio ha già dimostrato di saper spingere la squadra nei momenti chiave, trasformando lo stadio in un fortino.
Non è ancora il ritorno ai livelli che la storia dell’Alessandria meriterebbe, ma è un passo significativo. Dopo mesi complicati, tornare a giocare una fase nazionale significa riassaporare un calcio più vicino alla tradizione del club.
Domani si alza il sipario. L’Alessandria vuole continuare a correre, in campionato e in Coppa. E vuole farlo con la stessa fame che l’ha riportata in vetta.
