
ALESSANDRIA. È un po’ come quando l’aereo inizia la discesa e il pilota annuncia l’atterraggio imminente. L’Alessandria Calcio ha messo entrambe le mani sul volante, con il pilota automatico inserito e una rotta ormai tracciata. Gli undici punti di vantaggio accumulati dopo l’ultimo turno pesano eccome, soprattutto perché alle spalle sembra essersi affievolita la fiammella della rimonta. I grigi di Merlo hanno allungato nel momento decisivo, trasformando la pressione in controllo.
Un margine importante che potrebbe diventare addirittura di quattordici lunghezze già sabato, nell’anticipo di campionato. Un’eventuale vittoria metterebbe ulteriore pressione su Cuneo Olmo e sulle inseguitrici, chiamate a rispondere il giorno successivo con un peso diverso sulle spalle.
Ma prima c’è da fare i conti con una trasferta tutt’altro che semplice. Ad Asti, al Stadio Censin Bosia, attende un San Domenico Savio Asti in salute, capace di costruirsi una stagione solida e forse sottovalutata. Nono posto e 27 punti raccontano di una squadra che, dopo un avvio complicato, ha trovato equilibrio e continuità. Proprio per questo i tre punti nello storico impianto astigiano non possono essere considerati scontati.
L’Alessandria, però, dà la sensazione di essere entrata in una dimensione diversa. Non solo per la classifica, ma anche per il contesto. Sabato il Censin Bosia, mercoledì l’esordio nella fase nazionale di Coppa Italia: stadi e palcoscenici da categorie superiori, che iniziano a diventare familiari. Segnali di un club che guarda avanti, programmando il futuro mentre consolida il presente.
La fase di atterraggio può iniziare, sì. Ma servirà ancora concentrazione, perché l’ultimo tratto è spesso il più delicato. L’Alessandria lo sa e tiene saldo il volante: la pista è vicina, ma il viaggio non è ancora concluso.
