
AVIGLIANA. C’è un prima e un dopo nella stagione dell’Aviglianese. Il punto di rottura è netto, doloroso, ma forse necessario: lo 0-4 nel derby contro il Caprie. Da lì in poi, però, qualcosa si è spezzato e ricomposto in modo diverso. Gli arancioneri hanno cambiato pelle, spirito, passo. I numeri raccontano la svolta: 7 punti nelle ultime tre partite e una classifica che, improvvisamente, non fa più paura come prima.
L’arrivo in panchina di Pippo Chillè ha portato linfa nuova a una squadra che, per valori tecnici e profondità della rosa, sembrava da tempo non rispecchiarsi nella posizione occupata. La mano del nuovo allenatore si vede, soprattutto nella mentalità: più compattezza, più coraggio, più consapevolezza. L’Aviglianese oggi gioca con la sensazione di potersela giocare contro chiunque.
La zona salvezza dista appena tre punti, anche se il percorso resta tutt’altro che semplice. Davanti ci sono tre squadre da superare o affiancare: la Torinese, appaiata in classifica ma con una gara da recuperare, il Paradiso a quota 20 e il Venaus, che con 21 punti oggi sarebbe salvo. Un quadro intricato, reso ancora più interessante dal margine sulla parte bassissima della graduatoria: otto punti di vantaggio sul Chianocco e nove sull’Olympic. Distanze che, fino a poche settimane fa, sembravano impensabili.
È sorprendente come, nel giro di tre settimane, il mondo dell’Aviglianese si sia letteralmente rovesciato. Cambia il clima, cambia il sapore delle partite, cambia l’orizzonte. Ma ora arriva il momento della verità, perché il calendario non concede sconti. Domenica al Comunale arriva il Fiano Plus, capolista del girone D di Prima Categoria, poi sarà la volta del Rebaudengo, quarto in classifica.
Avversari forti, sulla carta superiori, ma forse proprio per questo ideali per la squadra di Chillè. Negli ultimi anni l’Aviglianese ha spesso trovato la sua dimensione migliore contro le big, esaltandosi quando il pronostico la dava per sfavorita. Se la nuova versione arancionera è davvero questa, allora la salvezza non è più un miraggio, ma un obiettivo concreto. E adesso, per la prima volta dopo tanto tempo, l’Aviglianese può permettersi di guardare avanti con fiducia.
