giovedì, Febbraio 5 2026

Nacci illude, l’Alessandria colpisce ancora: al Cuneo resta il viaggio

di Andrea Musacchio
4 Febbraio 2026 2 min lettura

VERCELLI. Nacci non basta. Il Cuneo si arrende ancora all’Alessandria, per la terza volta in stagione, e questa fa probabilmente più male delle altre. Perché era una finale, perché in palio c’era un trofeo, perché al “Robbiano Piola” di Vercelli, dopo il rigore trasformato da Federico Nacci in avvio di ripresa, tra i tifosi biancorossi aveva iniziato a serpeggiare la sensazione che questa volta potesse davvero andare diversamente.

E invece no. L’epilogo è stato lo stesso delle due sfide di campionato: vittoria grigia, Alessandria ancora davanti, Cuneo costretto ad accettare una realtà che fin qui si è ripetuta con una regolarità quasi crudele. Il gol di Nacci aveva rimesso tutto in discussione, aveva dato voce a una speranza collettiva, ma non è bastato per spezzare l’inerzia di una squadra che, oggi, appare più strutturata, più continua, più pronta a reggere anche le partite che pesano.

Fa male perché questa finale poteva rappresentare uno spartiacque, un modo per dare un senso diverso a una stagione che, guardando la classifica, racconta di un Cuneo distante nove punti dall’Alessandria e con un obiettivo playoff che, a inizio febbraio, sembra più concreto della corsa al titolo. Ma i bilanci verranno più avanti. Ora è ancora tempo di emozioni, di delusione, ma anche di rispetto.

Perché se c’è una squadra che ha provato davvero a stare dentro il confronto con quello che, a tutti gli effetti, è un carroarmato della categoria, quella è il Cuneo. Una squadra capace di arrivare fino in fondo in Coppa Italia, di eliminare avversari di spessore e di giocarsela fino all’ultimo atto contro una formazione che, non a caso, ha saputo fermare anche il Borgosesia, capolista del girone A.

La finale è sfuggita di mano, è vero. Ma il percorso resta. E non è un dettaglio. Perché la fine, spesso, è solo una parte del viaggio. E quello dei biancorossi, al netto delle ferite, è stato un viaggio vero, competitivo, di livello. Ora resta da capire come trasformare questa sconfitta in spinta, rabbia e ambizione per il resto della stagione. Il tempo per farlo, c’è ancora.


Piemonte Sport