mercoledì, Febbraio 4 2026

Cuneo, l’ora della rivincita: novanta minuti per sfatare il tabù Alessandria

di Andrea Musacchio
4 Febbraio 2026 2 min lettura

VERCELLI. Come si affronta una squadra capace di batterti due volte su due, sempre per 1-0? È la domanda che da settimane rimbalza a Cuneo, tra spogliatoio e tifoseria. L’Alessandria ha dimostrato, nelle due sfide di campionato tra andata e ritorno, di avere qualcosa in più: a tratti più forza, a tratti più fortuna, sicuramente una struttura più solida per reggere un torneo lungo come il campionato. Ma la Coppa è un’altra storia. E nella gara secca è lì che il Cuneo prova a cambiare il finale.

I biancorossi arrivano all’appuntamento da secondi in classifica nel Girone B, con nove punti di ritardo proprio dai grigi, e con la consapevolezza che il campionato racconta una gerarchia chiara. La Coppa, invece, vive di episodi, di momenti, di dettagli che possono ribaltare qualsiasi pronostico. Lo sanno bene squadre come il Borgosesia, rimasto a pochi secondi dalla finale, o il Volpiano Pianese, capace di rimontare e di assaporare per qualche minuto l’atto conclusivo prima di arrendersi proprio al Cuneo in semifinale.

È da qui che nascono le speranze biancorosse. Non dalla classifica, ma dalla natura stessa della competizione. In novanta minuti può succedere di tutto, soprattutto quando la posta in palio è alta e l’avversario ha già dimostrato di saper vincere. Per questo servirà il massimo dai giocatori più rappresentativi, a partire da Federico Nacci, forse l’uomo di maggiore esperienza e qualità a disposizione di Danilo Bianco, chiamato a guidare la squadra nei momenti decisivi.

Il Cuneo arriva alla finale in ottimo stato di forma, con risultati e prestazioni che hanno restituito fiducia e continuità. Confermare tutto questo sul sintetico dello Stadio Silvio Piola sarebbe la vera ciliegina sulla torta: non solo per alzare un trofeo, ma per dimostrare che anche contro chi ti ha battuto due volte, in una notte secca, la storia può cambiare.


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