
VERCELLI. È la sera che può segnare una stagione. Alessandria e Cuneo 1905 si affrontano questa sera a Vercelli nella finale di Coppa Italia, una sfida che va oltre il trofeo e diventa fotografia fedele del Girone B di Eccellenza. Le prime due della classe, le squadre più continue e riconoscibili del campionato, una contro l’altra in una notte che non ammette appelli.
Per l’Alessandria è l’occasione di mettere il primo sigillo su una stagione che fin qui ha avuto un solo padrone. I grigi arrivano alla finale forti del doppio successo in campionato contro il Cuneo, entrambi per 1-0, e con nove punti di vantaggio in classifica. Numeri che raccontano una superiorità sul lungo periodo, ma che stasera contano fino a un certo punto. La Coppa è una partita secca, una storia diversa, dove non esistono margini d’errore. Vincere significherebbe fare il bis dopo il campionato di Promozione dello scorso anno e avvicinarsi con ancora più forza all’altro grande obiettivo stagionale.
Per il Cuneo, invece, questa finale rappresenta molto più di un trofeo. È l’occasione per riscattare una stagione buona ma non eccellente, per colmare simbolicamente quel divario che in campionato è apparso netto, per dimostrare che nei novanta minuti decisivi la gerarchia può essere ribaltata. I biancorossi arrivano in un momento di forma importante e sanno che la Coppa è il terreno ideale per cambiare la narrazione, affidandosi ai propri uomini chiave e alla capacità di reggere la pressione.
La cornice sarà quella dello Stadio Silvio Piola, palcoscenico da categorie superiori per una sfida che profuma di calcio vero, di rivalità sportiva e di ambizioni dichiarate. In tribuna e sugli spalti, due tifoserie pronte a spingere le rispettive squadre fino all’ultimo respiro.
Stasera non conta la classifica, non contano i precedenti, non conta ciò che verrà dopo. Conta solo vincere. Perché una finale non si gioca, si vive. E Alessandria–Cuneo, questa sera, è molto più di una partita. È una notte da prima pagina.
