(Adnkronos) – “Penso che non si possa arretrare, penso che noi dobbiamo – e stiamo lavorando anche su questo – garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano, ma penso che sia anche un problema di humus culturale”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla delegazione di ‘Far West’, il programma di approfondimento di Salvo Sottile, esprimendo solidarietà all’inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso.
Sulla condanna delle violenze di Torino, dice ancora la premier, “serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune, che è quello che io ho proposto, anche nel dibattito in Parlamento con il ministro Piantedosi, a tutti i partiti anche dell’opposizione: ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite, speriamo”.
“Abbiamo visto tutti immagini di una violenza inaccettabile, inqualificabile. Tutti abbiamo espresso un’immediata condanna e la solidarietà agli agenti di polizia e anche ai giornalisti che sono stati colpiti da delle frange violente organizzate che si sono staccate da un corteo che fin lì aveva visto decine di migliaia di persone sfilare pacificamente. Trovo gravissima la strumentalizzazione che è stata fatta da parte della destra e oggi anche dal ministro Piantedosi contro le opposizioni e contro i giudici per quello che è accaduto”, le parole di Elly Schlein a Di Martedì in onda stasera su La7.
“E’ inaccettabile che strumentalizzino fatti gravi come quelli e lo facciano per la campagna referendaria, perché questa è la verità. Anche oggi il ministro ha voluto dare l’idea che le decine di migliaia di persone che hanno partecipato pacificamente fino a che le frange violente si sono staccate colpendo brutalmente gli agenti di polizia e giornalisti fossero tutti delinquenti, fossero tutti conniventi. Per questo anche oggi hanno attaccato le opposizioni e i giudici in maniera del tutto strumentale”, aggiunge la segretaria del Pd.
“Noi la violenza politica la condanniamo sempre, senza se e senza ma, da qualunque parte provenga, a differenza chi di chi nelle settimane scorse ha strumentalizzato, colpendo i giudici, la vicenda dei bambini nel bosco, ma non ha detto una parola su un bambino di 5 anni arrestato e utilizzato in Minnesota per far arrestare la madre. E se il tema è il colore della pelle, quello si chiama razzismo, è un’altra cosa”, attacca la dem.
“Abbiamo assistito a una dimostrazione dell’irresponsabilità di chi fa passare appunto migliaia di manifestanti tutti come violenti, la sinistra come violenta. Guardi, noi abbiamo immediatamente condannato, ma abbiamo anche chiesto— io ho chiamato la Presidente del Consiglio per questo— di non strumentalizzare, perché davanti a fatti gravi come questi, alla violenza politica, le istituzioni devono unire, non devono dividere come stanno facendo”.
“La sicurezza – continua Schlein – è il più grande fallimento del governo Meloni. I reati sono aumentati nel 2023, sono aumentati nel 2024. Piantedosi è stato indicato dalla Lega, che è al governo da 8 anni. Quando è che si assumeranno una responsabilità se ci sono ancora problemi di sicurezza?”.
“La sicurezza va garantita ed è responsabilità anzitutto dello Stato e del Ministro degli Interni. E la smettessero di prendersela con i sindaci, perché non è una responsabilità dei sindaci. Vogliono fare qualcosa di serio sulla sicurezza? Noi abbiamo fatto con le altre opposizioni una proposta: riportino in Italia i soldi buttati, 800 milioni nei centri in Albania vuoti dove sono impiegati centinaia di esponenti di polizia. Usiamo quelli per assumere nuove forze dell’ordine, perché sono sotto organico in tutto il paese”.
Sono intanto previste domani verso l’ora di pranzo, tra le 13.30 e le 14, le comunicazioni al Senato del ministro Piantedosi sui fatti di Torino, con il voto sulle risoluzioni che dovrebbe tenersi intorno alle 18.
I lavori dell’aula di Palazzo Madama inizieranno alle 9.30 con la discussione e il voto sul calendario, visto il mancato accordo in capigruppo tra maggioranza e opposizione.
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