
SALUZZO. Finalmente Saluzzo. Non è solo una vittoria, ma una liberazione tecnica e mentale dopo un avvio di 2026 che aveva improvvisamente inceppato una squadra abituata a ben altro ritmo. Il 4-3 sul Gozzano è il manifesto di una domenica folle, spettacolare, imperfetta e proprio per questo tremendamente significativa: gol, errori, ribaltamenti continui e una sensazione chiara, netta, che va oltre il punteggio. Il Saluzzo è vivo. E ha ritrovato sé stesso.
La partita racconta molto più di tre punti. Racconta una squadra che, nonostante tre sconfitte consecutive alle spalle, non ha rinunciato alla propria identità. Il Saluzzo parte forte, trova subito il vantaggio con Lovaglio e sembra poter indirizzare la gara. Poi, come spesso accade nei momenti di fragilità, arrivano gli episodi: due autogol nel giro di pochi minuti ribaltano tutto e consegnano al Gozzano un vantaggio quasi inspiegabile per quanto visto in campo. È lì che, nelle settimane scorse, i granata avevano smarrito certezze.
Questa volta no. Nella ripresa il Saluzzo cambia passo, ma soprattutto cambia testa. Il rigore di Lovaglio e il guizzo di Valenti non sono solo gol: sono segnali di reazione, di squadra che decide di restare dentro la partita anche quando tutto sembra girare storto. L’espulsione di Faridi, a quel punto, potrebbe essere il colpo definitivo. Invece diventa l’ennesima prova di maturità.
In inferiorità numerica, sotto l’assedio continuo del Gozzano, il Saluzzo non si abbassa passivamente. Resiste, soffre, si compatta e quando può colpisce. La cavalcata di Allasina all’87’ è l’azione simbolo della giornata: energia fresca, coraggio, scelta offensiva nel momento di massima pressione. Il 4-2 sembra chiudere i conti, il gol di Casani li riapre solo per aumentare la tensione di un finale vissuto in apnea. Ma questa volta i granata tengono.
La sensazione, guardando i novanta minuti, è che il 4-3 sia persino stretto rispetto a quanto creato dal Saluzzo. Non una gara perfetta, anzi, ma una partita che restituisce gol, protagonisti e soprattutto fiducia. Elemento che, nelle ultime settimane, era mancato più dei risultati.
Ora il calendario non concede tregua. Domenica prossima il Saluzzo farà visita al Vado, in una sfida che dirà moltissimo sul reale stato di salute dei granata. Andare a Vado dopo una partita così non significa solo presentarsi con tre punti in più, ma con la consapevolezza di poter reggere urti, difficoltà e momenti storti senza perdere la propria anima.
Finalmente Saluzzo, dunque. Gol, spettacolo e divertimento, sì. Ma soprattutto una squadra che sembra aver ritrovato il filo del proprio discorso. E ora il bello, forse, comincia davvero.
