lunedì, Gennaio 26 2026

Femminicidio Manuela Petrangeli, condanna all’ergastolo per l’ex

di AdnKronos
26 Gennaio 2026 3 min lettura

(Adnkronos) – Condannato all’ergastolo Gianluca Molinaro, l’uomo che il 4 luglio 2024 ha aperto il fuoco con un fucile a canne mozze contro la sua ex compagna e madre di suo figlio Manuela Petrangeli uccidendola. La sentenza è stata emessa dai giudici della Prima Corte di Assise di Roma dopo quattro ore di Camera di Consiglio. “Manuela era una donna forte, solare, determinata che è stata barbaramente uccisa, strappata ai suoi affetti più cari per mano del padre di suo figlio, Gianluca Molinaro, un uomo vittima di sé stesso e delle sue ossessioni patologiche, vittima del più brutale arcaico e ancestrale modello del patriarcato nella relazione uomo-donna, frutto di stereotipi che Molinaro ha interpretato nel peggior modo possibile”, aveva sottolineato lo scorso 25 novembre il pubblico ministero nel corso della requisitoria con cui aveva sollecitato la condanna all’ergastolo.  

In aula nel corso delle udienze del processo sono stati ripercorsi i messaggi con le tante offese e minacce inviate alla donna fino a poco prima del femminicidio. Molinaro, dopo il delitto compiuto in via degli Orseolo poco distante dalla clinica, dove lavorava la sua ex, si era costituito presso una caserma dei carabinieri, consegnando il fucile a canne mozze con cui aveva compiuto il femminicidio. Gli inquirenti avevano acquisito nell’indagine anche gli sms, scambiati con un amico prima del delitto nei quali si legge “oggi forse prendo due piccioni con una fava” e in un altro, dopo l’omicidio della fisioterapista 51enne, dice “gli ho sparato du’ botti”. L’imputato era presente in aula alla lettura della sentenza.  

A Molinaro, in seguito all’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, sono contestati i reati di omicidio aggravato dalla premeditazione e dallo stalking, di detenzione abusiva di armi e in relazione a quest’ultima accusa, anche quella di ricettazione. Accuse che sono state confermate dalla sentenza. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorno. 

 

“La sentenza ha dato atto della bontà dell’impianto accusatorio, ha ritenuto provati tutti i capi di imputazione, comprese le aggravanti” ha detto l’avvocato Carlo Testa Piccolomini, che insieme alla collega Mascia Cerino assiste la famiglia di Manuela Petrangeli. “Sono stati ricostruiti gli eventi in maniera dettagliata con tutto quello che era il pregresso e gli anni di sofferenza patiti dalla vittima”.  

 

“Nessuno ci restituirà Manuela, per noi era la luce” ha detto la cognata di Manuela Petrangeli. “La nostra vita non ha più colori, ed è difficile soprattutto per il bambino, che per noi ormai è tutto. Oggi è stata una giornata difficile, soprattutto vedere lui in aula”. 

 

 

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