venerdì, Gennaio 23 2026

Caso Signorini, Corona e la denuncia di Mediaset: “Contro di me nuovo editto bulgaro, io li rovino”

di AdnKronos
22 Gennaio 2026 2 min lettura

(Adnkronos) – Un nuovo “editto bulgaro”. Fabrizio Corona, tira in ballo le affermazioni del 2002 da Sofia di Silvio Berlusconi, per spiegare quanto sta accadendo intorno al presunto ‘sistema Signorini’ e alla scelta di Mediaset di denunciarlo per impedire la pubblicazione di nuove puntate di ‘Falsissimo’.  

“Lo facevano con Biagi, Santoro e Luttazzi che avevano il potere di comunicazione in quel momento. Oggi siccome io ho il potere sui social, con una piattaforma libera, lo fanno con me. Voi giornalisti dovreste urlare allo scandalo” dice prima di raggiungere il quarto piano del Palazzo di giustizia di Milano dove dovrà comparire davanti a Roberto Pertile, giudice della prima sezione civile, per replicare alla richiesta della difesa del conduttore televisivo di impedirgli l’uso dei social.  

Corona non si sottrae alla “guerra” in corso e rilancia contro la famiglia Berlusconi: “Con la storia che hai chiami la Dda per farmi chiudere i social perché sono pericoloso? Te sei pazzo, Te sei pazzo, perché io ti rovino, io li rovino”. Al suo fianco, come sempre, l’avvocato Ivano Chiesa. “Se passa il principio per cui puoi impedire a uno di pubblicare qualcosa il giorno dopo voi avete finito di lavorare. La Dda per una diffamazione mi mancava” conclude il difensore.  

“E’ una richiesta che non ha fondamento giuridico”, sostiene l’avvocato Chiesa rispetto al provvedimento d’urgenza con cui i legali di Signorini hanno chiesto di bloccare la messa in onda della prossima puntata di ‘Falsissimo’.  

“Il danno vecchio si è già avuto, mentre il provvedimento d’urgenza riguarda solo i danni attuali, immediati che non si possono evitare in un altro modo. Per quanto riguarda il danno da evitare in un altro modo peccato che non esiste il danno sia perché esiste un’indagine pendente sia perché è l’esercizio di un diritto”, spiega Chiesa al termine dell’udienza davanti al giudice civile Roberto Pertile che dovrà decidere sul tema in tempi stretti.  

“Non esiste in Italia la possibilità di inibire a nessuno di noi la possibilità di dire quello che vuole, non c’è. Tu puoi intervenire dopo, se ti ho offeso tu mi quereli, ma non è che se pensi che siccome domani ti offenderò ancora mi impedisci di parlare… perché non siamo in Russia” conclude Chiesa. 

 

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