giovedì, Gennaio 22 2026

Calcio e Memoria: al Museo del Grande Torino l’omaggio a Vittorio Staccione nel ricordo della Shoah

di Redazione
22 Gennaio 2026 2 min lettura

Il calcio come strumento di memoria, cultura e responsabilità civile. In occasione della Giornata Internazionale della Memoria, il FIGC LND Piemonte e Valle d’Aosta promuove un momento di riflessione dedicato alla Shoah e alla figura di Vittorio Staccione, ex calciatore del Torino e vittima della persecuzione nazifascista. L’appuntamento è fissato per sabato 31 gennaio 2026, alle ore 14, nella cornice del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, a Villa Claretta.

Protagonista dell’incontro sarà la testimonianza di Federico Molinario, che ripercorrerà la storia umana e sportiva del nonno: un mediano di talento che vestì le maglie di Torino, Cremonese e Fiorentina, ma soprattutto un uomo che non rinunciò ai propri ideali. Segnalato come oppositore del regime, Staccione venne arrestato a Torino, deportato nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1944 e morì nel sottocampo di Gusen il 16 marzo 1945, a pochi giorni dalla liberazione.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il presidente del Comitato regionale, Mauro Foschia: “Il nostro orizzonte non può fermarsi al rettangolo di gioco. Abbiamo una responsabilità sociale enorme verso le nuove generazioni. Ricordare Vittorio Staccione significa ricordare che la libertà, anche quella di giocare a calcio, non è scontata ma frutto del sacrificio di uomini coraggiosi”.

All’evento sono state invitate numerose autorità sportive e istituzionali, tra cui Giancarlo Abete, Alberto Cirio, gli assessori regionali e comunali allo sport e diverse figure storiche del mondo granata, come Rosario Rampanti e Silvano Benedetti, insieme ai ragazzi del progetto sportivo “100% UGI” promosso dall’Unione Genitori Italiani di Torino.

Al termine della commemorazione sarà possibile visitare il Museo del Grande Torino, in un percorso che unisce idealmente la tragedia di Superga e quella della Shoah, ribadendo come il calcio dilettantistico possa e debba farsi veicolo di valori educativi e memoria collettiva


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