lunedì, Gennaio 19 2026

Ce n’era davvero bisogno?

di Andrea Musacchio
18 Gennaio 2026 2 min lettura
Il Commento

Ce n'era davvero bisogno?

Andrea Musacchio

Ce n’era davvero bisogno? È la domanda che resta sospesa dopo Luese Cristo–Cuneo 0-16, una risposta che il campo ha dato con una durezza quasi insostenibile. Non è solo una sconfitta, non è nemmeno soltanto un risultato storico: è il punto più basso di un percorso che da settimane stava lanciando segnali inequivocabili e che ora esplode in tutta la sua gravità.

Dieci gol subiti, poi sei, poi sedici. Un trittico che non ha più nulla a che vedere con il calcio competitivo e che travolge non solo una squadra, ma la credibilità stessa di un campionato che, fino a qui, era stato tra i più equilibrati e appassionanti degli ultimi anni. L’Eccellenza piemontese e valdostana, costruita su piazze vere, storie, rivalità e progetti tecnici solidi, si ritrova improvvisamente a fare i conti con un risultato che stride con tutto il resto.

Il dato è lì, nudo e crudele: 0-16, il passivo più pesante mai registrato nella storia dell’Eccellenza Piemonte Valle d’Aosta dal 1991 a oggi. Un record che cancella il precedente 0-12 di Atletico Torino–Benarzole del 2021/22, come ricordano giustamente i colleghi di Sprint&Sport. Un dettaglio che assume importanza quando si scopre che il comune minimo denominatore è lo stesso: la proprietà.

Il Cuneo ha fatto il suo dovere, senza colpe e senza dover chiedere permesso: ha giocato, segnato, spinto fino alla fine come impone il rispetto per la competizione. Ma il punto non è cosa abbia fatto il Cuneo. Il punto è perché una partita del genere sia stata possibile.

Ce n’era davvero bisogno? No. Non per il campionato, non per i tifosi, non per i giocatori, non per l’immagine di una categoria che vive di passione e sacrifici. Quando il risultato diventa una ferita così profonda, il calcio smette di essere solo calcio e diventa una questione di responsabilità.

Perché perdere può essere parte del gioco. Perdere così, no.


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