
ALESSANDRIA. L’Alessandria si guarda allo specchio e lo fa con lucidità e visione. Non solo risultati, non solo classifica: c’è un progetto che prende forma e che passa dalle parole – e dal lavoro quotidiano – di Stefano Civeriati, oggi uno dei punti di riferimento più solidi della rinascita grigia. Alla vigilia della sfida con l’Ovadese, in programma domani al Moccagatta a porte chiuse per la squalifica inflitta dal giudice sportivo a fine 2025, il responsabile dell’area tecnica fa il punto a 360 gradi su presente e futuro dell’Alessandria Calcio.
Una partita particolare, quella con l’Ovadese. Senza il pubblico, senza quella spinta che ad Alessandria è sempre stata parte integrante dell’identità. Ma anche una prova di maturità. “Possibili cali di tensione? Non penso – spiega Civeriati – abbiamo un mister che è fenomenale e sa benissimo quanto siano importanti queste partite”. Il riferimento è ad Alberto Merlo, tecnico che negli ultimi anni ha costruito un percorso impressionante: “Ha ottenuto due promozioni di fila negli ultimi due anni, se dovesse vincere anche questo campionato sarebbe il terzo consecutivo. È una garanzia”.
Civeriati parla da uomo di campo, da ex calciatore con oltre 400 presenze tra Serie A, B e C, cresciuto nell’Inter e passato per piazze come Venezia, Vicenza e Livorno. Ma soprattutto parla da dirigente immerso nel presente, che osserva allenamenti e spogliatoio: “I ragazzi li vedo ogni giorno, li ho visti seri, concentrati, consapevoli che il momento è importante. La prima squadra sta vivendo un ottimo periodo”.
Il discorso, però, si allarga subito. Perché l’Alessandria non è solo la domenica. È una struttura che va ricostruita pezzo dopo pezzo. E il settore giovanile è il cuore del progetto. “Il lavoro fatto con le giovanili dal responsabile Paolo Merlo è stato fenomenale. Riuscire a mantenere tanti bambini nell’attività di base e allestire squadre competitive nel settore giovanile è stato fondamentale. Ora dobbiamo continuare su questa strada e, in caso di ritorno in Serie D, farci trovare pronti con un’Under 19 nazionale”.
Dietro tutto questo, c’è una regia chiara. Quella del presidente Antonio Barani. “Il lavoro fatto dal presidente è importantissimo – sottolinea Civeriati – ha riportato entusiasmo in una piazza che ne aveva bisogno. È l’uomo giusto per dare fiducia all’ambiente. Sa che non bisogna fare il passo più lungo della gamba: ha riportato sogni, sì, ma anche concretezza”.
Un equilibrio non semplice, soprattutto in una città che vive di calcio e che porta addosso una storia pesante. “Alessandria ha una tifoseria conosciuta in tutta Italia e nel mondo. Averli così vicini è sempre un aiuto enorme e non possiamo che ringraziarli”. Domani non saranno sugli spalti, ma il messaggio resta forte: “L’Alessandria deve togliersi dall’Eccellenza il prima possibile. È una categoria che non le compete. Il campionato non è facile, ci sono realtà importanti, ma vincerlo sarebbe un grande risultato”.
Poi viene il dopo. Senza fretta, senza proclami. “Piano piano si cercherà di ricostruire. Saranno fondamentali le strutture, c’è un progetto in mente, e soprattutto il settore giovanile. L’ottimo lavoro fatto fin qui ci servirà in futuro”.
Domani c’è l’Ovadese, in un Moccagatta silenzioso. Ma il rumore, quello buono, l’Alessandria lo sta costruendo giorno dopo giorno. Con metodo, con uomini di calcio, con una visione chiara. E nelle parole di Stefano Civeriati c’è forse la sintesi migliore di questo momento: niente scorciatoie, ma una direzione precisa. È da qui che passa il ritorno dei Grigi.

