(Adnkronos) – La Corte d’Assise di Genova ha condannato a 24 anni Anna Lucia Cecere, ritenuta responsabile del delitto di Nada Cella, avvenuto il 6 maggio 1996 a Chiavari nel Genovese.
Dopo una camera di consiglio di sei ore, il presidente della Corte Massimo Cusatti ha letto il verdetto di condanna, escluse le aggravanti. Il commercialista Marco Soracco, datore di lavoro di Nada, è stato condannato a due anni.
La procura aveva chiesto ergastolo per Cecere e quattro anni per Soracco. “Inaccettabile, ci opporremo”, ha detto Marco Soracco. La Corte ha disposto 90 giorni per le motivazioni.
“Giustizia è fatta. Speravo, ma non me l’aspettavo” ha detto Silvia Cella, cugina di Nada Cella. La Corte ha riconosciuto per Cecere l’aggravante dei futili motivi, ma non quella della crudeltà. “Non sono giudice – ha aggiunto -, è il loro lavoro, un lavoro molto difficile. È una cosa emozionante, stranissima, sono passati 30 anni, qualche anno fa non lo avrei mai sperato”. “Pensavo che Nada fosse stata dimenticata – ha detto ancora -. Trent’anni sono tanti, perché quello che gli investigatori hanno ora lo avevano anche 30 anni fa. Per cui sarebbe stato molto più semplice. Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentendo le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta”.
“Non me l’aspettavo, pensavo che venisse riconosciuta la mia estraneità” ha detto il commercialista Marco Soracco. “Prendiamo atto di quello che ha deciso la Corte. Ci opporremo nel prossimo grado. È inaccettabile. La condanna alla Cecere? Penso alla mia posizione. Come ho sempre detto fin dall’inizio la conoscevo solo superficialmente. Se il giudizio è fondato è stata fatta giustizia, se non è fondato invece no”.
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