
ALESSANDRIA. L’Alessandria Calcio è in finale di Coppa Italia Eccellenza e, a mente fredda, Alberto Merlo si gode una qualificazione costruita con scelte coraggiose, letture tattiche nuove e una personalità che ha fatto la differenza nel momento decisivo.
Dopo il successo ai rigori contro il Borgosesia Calcio, il tecnico grigio rivendica il percorso complessivo delle due partite: “Credo meritatamente in finale. Nelle due gare abbiamo creato tante occasioni, loro hanno colpito una grande traversa. È stata una partita eccezionale”. Una semifinale bloccata, equilibrata, risolta solo dagli undici metri, ma che secondo Merlo ha premiato la continuità e la qualità espressa dalla sua squadra.
A colpire è stata anche la gestione delle risorse. Contro il Borgosesia l’Alessandria si è presentata con sette giocatori diversi rispetto alla sfida di campionato con il Cuneo, segnale di una rosa profonda e di un allenatore disposto a rischiare: “Abbiamo provato cose nuove, fatte bene. Sono molto felice perché queste soluzioni ci danno più alternative”. Un lavoro di laboratorio riuscito, che ha permesso ai grigi di restare solidi senza rinunciare a cambiare pelle.
Il simbolo della serata, però, è il rigore decisivo. A presentarsi sul dischetto è Andrea Vanegas, appena 18 anni, freddissimo nel momento più pesante. Una scelta non imposta dalla panchina, come chiarisce lo stesso Merlo: “Complimenti per la maturità con cui ha tirato il rigore. Non gliel’ho detto io, hanno deciso loro”. Un dettaglio che racconta molto del clima interno e della fiducia trasmessa ai più giovani.
Merlo difende con forza il suo talento: “Vanegas? Un giovane di 30 anni con qualità immensa”, dice sorridendo, sottolineando la maturità calcistica del ragazzo. “Era stato duramente criticato a Cherasco, ma noi sapevamo il suo valore. Devo ringraziare la società per avermelo messo a disposizione: è un vero talento e mi dà più carte da giocare”.
Archiviata l’euforia, però, lo sguardo è già avanti. “Da oggi si pensa all’Ovadese, è la partita più importante dell’anno. Piano piano prepareremo anche la finale”. La Coppa può aspettare ancora qualche giorno: l’Alessandria ha centrato l’obiettivo, ora vuole gestire il presente senza perdere l’equilibrio che l’ha portata fin qui. La finale è conquistata, il sogno resta vivo.
