
Vado e Ligorna continuano a correre appaiate, metro su metro, come in una sfida d’altri tempi. All’11 gennaio la sensazione è sempre più netta: il Girone A di Serie D parla ligure. Ligorna e Vado restano incollate in vetta e, giornata dopo giornata, danno l’impressione di avere qualcosa in più rispetto al resto del gruppo.
A impressionare, in questo turno, è soprattutto il Ligorna. I genovesi superano con autorità la Sanremese con un netto 3-1, risultato che pesa ancora di più se si guarda a quanto accaduto solo sette giorni prima, quando gli stessi matuziani avevano rifilato un secco 3-0 al Vado. Un segnale forte, che certifica maturità e continuità in una squadra sempre più consapevole dei propri mezzi.
Il Vado, dal canto suo, risponde ma senza la stessa sensazione di dominio. Dopo l’esonero di Roselli, deciso dal presidente Tarabotto per un calcio ritenuto poco spettacolare, i rossoblù hanno cambiato pelle. Con Sesia è arrivata una versione più aggressiva, quasi “zemaniana”, e anche contro l’Asti l’atteggiamento è stato offensivo. Il 3-2 finale porta i tre punti, ma lascia anche la sensazione di una squadra che rischia più del necessario, soprattutto se confrontata con la solidità mostrata dal Ligorna.
Dietro, invece, il vuoto. Il Chisola si è inceppato nel momento chiave della stagione, perdendo terreno e certezze. A beneficiarne è il Sestri Levante, ora terzo, ma il distacco dalle prime due resta significativo. Subito alle spalle si affacciano Chisola e Varese, con i lombardi che, passando a Vinovo, lanciano un segnale forte e si candidano seriamente a un terzo posto finale che oggi sembra il massimo traguardo possibile per chi insegue.
La corsa, però, davanti è un’altra storia. Ligorna e Vado continuano a spingere, senza voltarsi. E più passano le giornate, più il Girone A assume i contorni di un duello puro, con il resto del gruppo relegato al ruolo di spettatore.
