
TORINO. L’attesa è finita. Domenica 11 gennaio, a Pescara, Juventus Women e Roma si contenderanno la Supercoppa Italiana femminile, aprendo il 2026 con uno dei duelli più iconici del calcio femminile italiano. Alla vigilia, a prendere la parola è Martina Rosucci, che ha raccontato sensazioni, aspettative e consapevolezza di un gruppo abituato a vivere appuntamenti di questo peso.
“Abbiamo chiuso l’anno nel migliore dei modi ed era importante vincere in Coppa Italia, perché non diamo nulla per scontato”, ha spiegato la centrocampista bianconera. “È bello iniziare il nuovo anno sapendo che andrai a giocarti una finale: in vacanza è stato un pensiero ricorrente. Abbiamo lavorato bene e intensamente, è una finale e quindi è una partita a sé. Vogliamo solo vincere”.
Di fronte ci sarà una Roma forte, solida, capolista in campionato. Un dato che Rosucci non ignora, ma che non cambia l’approccio. “Se sono davanti a noi c’è un motivo. Sarà una partita aperta, con individualità e un organico molto forti. Ma credo che lo siamo anche noi e vogliamo dimostrarlo proprio in questa finale”.
Il valore simbolico della sfida va oltre la classifica e il momento. “Quando giochi contro la Roma è sempre una partita vera, al di là delle condizioni. Ma una finale è qualcosa di più: è più di una partita vera, indipendentemente dall’avversario”.
Sul piano emotivo, Rosucci sottolinea come l’esperienza non cancelli, anzi amplifichi, le sensazioni. “Sento molto di più l’emozione della finale rispetto a quando ero più giovane. Crescendo ti rendi conto del valore che hanno queste partite. Sei più abituata a giocarle, ma l’emozione aumenta, perché dai più valore alle cose”.
Infine, uno sguardo al contesto e al pubblico. “Giocare nel Centro Italia offre opportunità anche alle famiglie, sono contenta che la risposta sia stata positiva. Sarà una bella finale e una bella giornata per il calcio femminile”. Con un obiettivo chiaro: “Dovremo partire forte e dare subito la sensazione di essere presenti. Questi sono appuntamenti con la storia: aggiungere un trofeo in bacheca non capita tutti i giorni”.
