
TORINO. Alla vigilia di una finale che vale un trofeo e misura ambizioni, identità e maturità, Massimiliano Canzi sceglie la strada della lucidità. Nessuna retorica, nessuna scorciatoia emotiva: la Supercoppa Italiana che domenica vedrà la Juventus Women affrontare la Roma a Pescara è, prima di tutto, il risultato di un percorso costruito nel tempo. Un traguardo conquistato, non concesso.
Il tecnico bianconero guarda alla sfida con il peso di chi conosce il valore delle finali e il rispetto dovuto all’avversario, ma anche con la consapevolezza di un gruppo che sa cosa significa arrivare fino in fondo. Per Canzi, la Supercoppa non è un evento isolato, ma un punto di passaggio dentro una stagione che chiede continuità, mentalità e capacità di esprimersi nei momenti che contano davvero.
“Abbiamo chiuso bene il 2025, poi era giusto staccare la spina. Abbiamo ricominciato con grande entusiasmo, sapendo di dover giocare una partita che vale un trofeo”, ha spiegato il tecnico. “Nel gruppo ho percepito tanta gioia”.
Canzi non si nasconde, ma mantiene un approccio equilibrato. “I punti dicono che siamo un’ottima squadra. Abbiamo sottoperformato in alcune situazioni, ma non credo che al momento siamo la squadra migliore in assoluto. Si affronteranno due ottime squadre”.
La finale, però, non è un regalo. “Quando giochi a questi livelli lavori per questo. Una finale non piove dal cielo: ce la siamo guadagnata con il percorso della stagione 2024/25, tra campionato e Coppa Italia”.
Tema centrale sarà l’approccio alla gara. “Partire forte è fondamentale. Io ho giocato due finali contro la Roma, le ragazze molte di più. L’esperienza conta, ma va accompagnata dall’intensità giusta”. Dal punto di vista dell’organico, la Juventus arriva quasi al completo: “Le giocatrici sono tutte disponibili, l’unico dubbio riguarda Barbara, che stiamo cercando di recuperare”.
Canzi rivendica anche il valore umano e sportivo del gruppo. “Io ho molto da imparare dalle mie giocatrici. Per me sarà solo la terza finale, alcune di loro ne hanno giocate dodici con questa maglia”. E nei momenti decisivi, l’affidabilità non manca: “Nei momenti difficili queste ragazze difficilmente sbagliano, parlo di prestazione, non di risultato”.
Il messaggio alla squadra sarà semplice e diretto. “Sono le partite più facili da preparare: la consapevolezza di ciò che c’è in palio, a livello mentale, fa tutto”. Con una chiusura che racconta rispetto e consapevolezza del proprio valore: “Sono contento che gli altri ci temano”.
