
BIELLA. La Biellese ha aggiornato sulle condizioni di Simone Menabò, sottoposto nel pomeriggio di ieri a intervento chirurgico al tendine d’Achille del piede sinistro presso la clinica JMedical di Torino. L’operazione, eseguita dal dottor Loris Perticarini, è perfettamente riuscita e il calciatore inizierà da subito il percorso riabilitativo.
Un passaggio fondamentale dopo l’ennesima, durissima battuta d’arresto per il centrocampista bianconero, rientrato da poco più di un mese da un lungo infortunio e già tornato a incidere sul campo prima di questo nuovo stop. Una sfortuna pesante, che ha colpito non solo il giocatore, ma tutto l’ambiente.
Nelle ore successive all’intervento, Menabò ha affidato ai social un messaggio intenso e carico di emozione, un racconto sincero di quanto accaduto e di ciò che sta vivendo.
“Fatico ancora a trovare le parole per ciò che è successo. Tutto quello che ricordo è una corsa, poi un rumore forte, uno ‘stac’, come ricevere un calcio. Lì è stato subito tutto chiaro: il tendine, quel maledetto tendine. Poi il buio. Barella, mani in faccia, lacrime, mille pensieri e il cuore a pezzi”, ha scritto il giocatore.
Parole che raccontano il dolore fisico e mentale di chi vede improvvisamente fermarsi ciò che ama di più. “Sto male, tanto. Piango da giorni, perché quando ti portano via ciò che ami, il dolore si sente tutto”, prosegue Menabò, che però non dimentica di ringraziare chi gli è stato vicino in questi giorni difficili.
“Grazie a tutte le persone che mi hanno scritto, chiamato, abbracciato anche solo con un messaggio. Grazie di cuore. Non lo dimenticherò mai”, scrive, senza risparmiare però una riflessione lucida e diretta anche verso chi ha osservato in silenzio.
Il messaggio si chiude con uno sguardo già proiettato in avanti, oltre l’operazione e oltre la riabilitazione. “Davanti a me c’è un percorso infinito, durissimo, che farà male ogni giorno. Ma se pensate che sia finita qui, non avete capito niente. Tornerò. Per dimostrare che non mi avete spezzato. Questa non è la fine. È solo l’inizio della mia rivincita”.
Ora per Menabò inizia la parte più complessa, lontano dal campo ma non dalla squadra. Un cammino lungo, che richiederà tempo e pazienza, con la Biellese pronta ad accompagnarlo passo dopo passo, nella consapevolezza che questa battaglia si gioca prima di tutto sul piano umano, prima ancora che sportivo.
