
ALESSANDRIA. C’è un dato che racconta più di tanti discorsi il momento dell’Alessandria: in campionato i grigi segnano con continuità quasi chirurgica, in Coppa Italia faticano a trovare la via della rete. Due competizioni, due andamenti opposti, dentro una stagione che resta comunque di alto livello ma che presenta un contrasto evidente.
In campionato, l’Alessandria ha steccato davanti alla porta una sola volta: nell’ultima uscita, la sconfitta per 1-0 contro la Cheraschese. Per il resto, il percorso offensivo è stato costante e prolifico, al punto da rendere i grigi il miglior attacco dell’intera categoria sommando i due gironi: 32 gol complessivi, un dato che certifica un’identità chiara e una capacità di incidere che poche altre squadre possono vantare.
Il paradosso emerge guardando alla Coppa Italia. Su sette partite disputate, ben quattro si sono chiuse senza reti per l’Alessandria. L’ultimo esempio è lo 0-0 contro il Borgosesia, gara in cui la squadra ha prodotto, creato e spinto, ma si è scontrata contro una combinazione di sfortuna e grandi interventi avversari. Un risultato che lascia tutto aperto in vista del ritorno, ma che accentua la differenza di rendimento rispetto al campionato.
Il dato diventa ancora più curioso se si guarda ai numeri individuali. L’Alessandria può contare sull’attaccante più prolifico dei due gironi, Diop, autore di 16 gol in 15 presenze, con sette reti decisive. Un bomber che in campionato fa la differenza quasi ogni settimana, ma che in Coppa ha trovato spazi e occasioni più limitate, anche per il tipo di partite affrontate e per il peso specifico delle sfide a eliminazione diretta.
Nel match di martedì contro il Borgosesia, è giusto dirlo, la sorte non è stata alleata dei grigi: pali, parate e situazioni sporche hanno negato il gol. Ma il quadro generale resta: Alessandria travolgente in campionato, più bloccata in Coppa. Una doppia faccia che incuriosisce e interroga, senza però intaccare il valore complessivo di una squadra che continua a essere protagonista.
La sensazione è che la Coppa richieda un tipo di cinismo diverso, fatto di episodi e letture, mentre il campionato premia la continuità e la forza offensiva che l’Alessandria ha dimostrato di possedere. Due strade parallele, una sola squadra: capire come farle coincidere potrebbe essere la chiave per trasformare anche la Coppa da paradosso a opportunità.
