(Adnkronos) – Dovrebbe essere fissata a breve, entro domani o dopodomani, a quanto apprende l’Adnkronos, l’udienza di convalida e l’eventuale emissione della custodia cautelare per Marin Jelinic, il 36enne di nazionalità croata, sospettato di essere il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno accoltellato all’addome lo scorso 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna. Le carte sono ora all’esame dei pm di Brescia e Bologna.
Le indagini sull’omicidio sono in pieno svolgimento e nessuna pista viene esclusa, ha confermato Guglielmo Battisti, dirigente della Squadra Mobile di Bologna, intervenuto durante un punto stampa in Questura. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire il movente, che al momento resta ancora da definire. L’arma del delitto non è stata trovata, ma nella disponibilità del sospettato sono stati rinvenuti due coltelli, ora al vaglio degli inquirenti per le analisi scientifiche. La Squadra Mobile e la Polfer continuano gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio e i movimenti dell’uomo dopo i fatti.
Secondo gli investigatori, che stanno procedendo alle indagini, si è trattato di un caso che l’uomo si trovasse a Desenzano. Non risulta che frequentasse quella zona, non essendo mai stato visto. Descrivendo le fasi del fermo il questore di Brescia, Paolo Sartori, raggiunto al telefono dall’Adnkronos, spiega: “Gli agenti del commissariato di polizia erano impegnati nel consueto pattugliamento del territorio; poco prima delle 21, di fronte alla stazione di Desenzano, che è uno degli obiettivi maggiormente controllati, specialmente in questo periodo di rientri dalle festività, hanno notato un uomo che vagava con atteggiamento confuso, così hanno deciso di fermarlo e sottoporlo a controllo. E quando si sono resi conto che poteva essere il ricercato, con grande professionalità e con tutte le cautele del caso, lo hanno messo in condizione di non reagire, attivando poi tutto l’apparato investigativo e le squadre mobili di Brescia, Bologna e Milano. Dopodiché lo hanno condotto in questura per procedere con l’arresto”. L’uomo ora si trova nel carcere di Brescia.
Jelenic aveva acquistato un biglietto per andare da Tarvisio a Villach, al di là del confine austriaco. La partenza era prevista per le 10.30 di ieri mattina. Non era la prima volta che Jelenic passava i confini nazionali: era stato infatti controllato alla frontiera di Trieste il 30 dicembre e il 10 novembre sempre a Tarvisio.
Lunedì sera sul treno da Fiorenzuola a Milano il 36enne aveva chiesto in prestito a un passeggero il telefono cellulare, con cui ha tentato invano di fare una chiamata verso un numero croato. Stessa richiesta fatta diverse volte il giorno dell’omicidio. Non si esclude che possa aver domandato di fare una telefonata anche al capotreno ucciso, per motivi ancora da chiarire. Le indagini sono affidate alla squadra mobile e alla Polfer bolognesi.
Secondo quanto ricostruito dalla Polfer e dalla squadra mobile di Bologna, Jelenic dopo aver Ambrosio ha trascorso la notte tra il 5 e il 6 gennaio nella sala d’attesa dell’ospedale Niguarda.
In una ricostruzione dei suoi spostamenti, dopo l’omicidio è salito su un treno interregionale, dove è stato fatto scendere a Fiorenzuola perché sprovvisto di biglietto e controllato. Poi ha ripreso il treno ed è arrivato a Milano Centrale alle 22.40. Viene immortalato dalle telecamere di sicurezza in piazza Duca d’Aosta. Alle 23.15 è in via Farini, in attesa del tram 4. È un passeggero che lo nota e riconoscendolo la mattina seguente dai fermo immagine circolati segnala la presenza di Jelenic al 112.
Le telecamere del tram, acquisite dalla polizia, confermano la presenza del 36enne, che con il tram aveva raggiunto l’ospedale di Niguarda, dove è rimasto fino alle 6.40, quando riprende lo stesso mezzo pubblico della linea 4 e torna in stazione. Poi l’autobus per Desenzano del Garda, dove è stato fermato dalla polizia alle 21 di ieri.
Jelenic era destinatario di un ordine di allentamento comunitario emesso dal prefetto di Milano Marin. Il provvedimento era stato emesso dopo che lo scorso 22 dicembre il 36enne era stato sorpreso con un coltello in via Scheiwiller in zona Corvetto a Milano.
Non era la prima volta che Jelenic veniva controllato nel capoluogo lombardo: da quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile meneghina, che hanno supportato nelle indagini i colleghi di Bologna, il 19 maggio 2025 il 36enne era stato fermato in Stazione Centrale e il 2 settembre in quella di Lambrate. Risultano controlli anche alla stazione di Pavia, a quella di Bologna a inizio maggio e ai primi di dicembre, e ai valichi di frontiera di Trieste (il 30 dicembre) e di Tarvisio (il 10 novembre).
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