mercoledì, Giugno 10 2026

Alfiero al Vado, Vuthaj al Ligorna: e il Chisola?

di Andrea Musacchio
12 Dicembre 2025 4 min lettura
Un momento di Chisola-Vado

VINOVO. Alfiero che torna al Vado, Vuthaj che rilancia le ambizioni del Ligorna. Il vertice del Girone A di Serie D si muove, si rinforza, alza l’asticella. E mentre le prime due della classe scelgono di intervenire in modo deciso là dove spesso si vincono i campionati, resta una domanda che attraversa l’intero girone: come risponderà il Chisola?

Fino a poche settimane fa i biancoblù di Vinovo sembravano l’antagonista più credibile del Vado nella corsa al titolo. Poi qualcosa si è incrinato. Il pareggio nel recupero contro il Sestri Levante, le sconfitte consecutive con Vado e Ligorna e, infine, il segno “X” dell’ultimo weekend contro il Gozzano hanno ridisegnato la classifica e, forse, anche le prospettive. Oggi il Chisola si ritrova a inseguire, distante sette punti dalla vetta e sei dal secondo posto, con la sensazione di aver perso contatto proprio nel momento in cui il campionato ha iniziato a entrare nel vivo.

In questa sequenza di risultati è emerso con una certa chiarezza un limite strutturale. Il Chisola gioca probabilmente il calcio più riconoscibile e propositivo del girone: costruzione dal basso, dominio del possesso, capacità di occupare gli spazi e di schiacciare l’avversario nella propria metà campo. Ma tutto questo, troppo spesso, non si traduce in gol. I numeri sono impietosi: tra le prime sei della classifica, è la squadra con meno reti segnate, appena 18. Un dato che pesa ancora di più se confrontato con quello del Varese, autore di una stagione fin qui discontinua ma capace comunque di fare meglio sotto porta.

Le prestazioni confermano le statistiche. Contro il Vado, nonostante una gara condotta a lungo sul piano del gioco, il Chisola ha faticato tremendamente a costruire vere occasioni da rete. L’unica chance limpida è arrivata nel finale, con il colpo di testa di Kamal Rizq, mentre il resto del pericolo è passato soprattutto da conclusioni dalla distanza, in particolare quelle di D’Iglio. Troppo poco per una squadra che ambisce a restare agganciata al treno di testa.

E proprio Kamal Rizq rappresenta uno snodo centrale del discorso. Per anni è stato l’uomo capace di risolvere partite e stagioni, un punto di riferimento assoluto per l’attacco biancoblù, quasi un monumento calcistico dalle parti di Vinovo. Ma è evidente che, oggi, non può bastare. Non per mancanza di qualità o leadership, bensì perché il peso offensivo non può gravare su un solo interprete. Un innesto lì davanti potrebbe offrire ad Ascoli soluzioni nuove, varianti tattiche da utilizzare a gara in corso o, perché no, anche dall’inizio.

Serve però una precisazione fondamentale. Il Chisola non era stato costruito per vincere il campionato. E lo stupore generale per la sua capacità di restare stabilmente tra le prime posizioni nasce proprio da qui. Allo stesso tempo, non si può ignorare un altro dato: negli ultimi tre anni, questo è il secondo in cui il Chisola si ritrova in alto. Un segnale chiaro di crescita, di apprendimento, di maturazione dirigenziale e tecnica. Ascoli e il suo staff hanno trasformato una matricola di Serie D in una realtà solida, rispettata, ormai considerata una vera big del girone.

C’è poi il tema del mercato invernale, che raramente regala occasioni vere. Gli attaccanti di livello, quando ci sono, finiscono inevitabilmente alle squadre più strutturate e ambiziose. Se Alfiero torna al Vado e Vuthaj sceglie il Ligorna, colmare il gap diventa complesso. Eppure il Chisola ha dimostrato di sapersi muovere con intelligenza. L’esempio di D’Iglio, arrivato in estate e reinventato in un ruolo ibrido tra play e mezz’ala all’interno di un 4-3-3 dinamico e qualitativo, è la prova più evidente della capacità del club di individuare profili funzionali e valorizzarli.

Ed è proprio per questo che la domanda resta aperta, e tutt’altro che banale. In un campionato che si decide spesso sui dettagli e sugli strappi individuali, il Chisola sceglierà di battere un colpo anche davanti? Dopo il valzer delle punte che ha coinvolto Vado e Ligorna, la mossa dei biancoblù potrebbe non essere solo una risposta di mercato, ma una dichiarazione d’intenti per il resto della stagione.

[smiling_video id=”637392″]


[/smiling_video]

Piemonte Sport