venerdì, Febbraio 20 2026

Figlio d’arte a chi? Oan Djorkaeff, il talento che ha stregato il girone A di Serie D

di Andrea Musacchio
20 Ottobre 2025 2 min lettura

SANREMO. Figlio d’arte sì, ma solo all’anagrafe. In campo, Oan Djorkaeff si è preso la scena con la personalità di chi non deve dimostrare nulla a nessuno. L’esterno offensivo francese, classe 1997, arrivato in estate alla Sanremese dal Paradiso, è diventato in poche settimane uno dei protagonisti assoluti del girone A di Serie D, trascinando la squadra biancazzurra con prestazioni di livello e colpi da applausi.

Il gol di ieri, il terzo in campionato, ha aperto la strada al successo per 2-0 contro la Cairese, regalando ai matuziani la prima vittoria della gestione Fossati. Ma più dei numeri, a parlare è il modo in cui Djorkaeff interpreta il ruolo: tecnico, estroso, amante del dribbling e capace di accendere la manovra in ogni momento della partita. Quando parte palla al piede, il pubblico si alza. Quando crea superiorità, la squadra respira.

Nato a Saint-Priest-en-Jarez e cresciuto nel vivaio del Saint-Étienne, Oan ha vissuto un percorso tortuoso prima di approdare in Italia. Dopo le esperienze tra Francia e Svizzera (Montpellier, Nantes, St. Mirren, Rapperswil-Jona e Paradiso), a Sanremo ha trovato finalmente la dimensione giusta per esprimersi.

Nonostante il cognome pesante — suo padre Youri Djorkaeff è stato campione del mondo nel 1998 e protagonista con l’Inter — Oan ha saputo alleggerirlo, costruendo la propria identità passo dopo passo. “Figlio d’arte” sì, ma con talento, dedizione e la voglia di lasciare il segno per meriti propri.

In una Serie D che spesso privilegia la fisicità alla fantasia, Djorkaeff rappresenta l’eccezione luminosa: un giocatore che riporta in campo l’estro, la giocata, il coraggio di rischiare. E a Sanremo, dove il calcio ha sempre avuto un tocco di romanticismo, Oan sembra aver trovato la sua casa perfetta.


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